NEL GUSCIO jan McEwan

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

NEL GUSCIO, di  jan McEwan (Einaudi)

 

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Esiste già qualche recensione (di qualche anno fa) di questo romanzo, perdonatemi. Ma si tratta di una lettura molto recente, uno dei pochi libri di McEwan che ancora non avevo preso in mano. Confesso che, dopo la delusione che ho provato leggendo “Macchine come me” (che comunque è successivo), ero quasi preoccupata di aver perso il senso del gusto per questo autore. Fortunatamente mi sbagliavo. Non solo la prospettiva narrativa è assolutamente geniale (l’io narrante è un nascituro che dal suo punto di osservazione -il ventre materno- racconta le sue percezioni, il mondo che lo attende, la tragica vicenda umana e familiare che si consuma all’esterno: l’assassinio del padre), ma il linguaggio conquista.

Ci sono passaggi concepiti in modo talmente raffinato, per ciò che dicono, per come lo dicono, da restare ammaliati. Oltre a questo, spizzicando qualche commento come sempre faccio alla fine dei libri che a mio avviso lo meritano, ho apprezzato il parallelismo tra il romanzo di McEwan e l’Amleto di Shakespeare: il tema del complotto in effetti è assolutamente evidente, come lo sono il tradimento, il desiderio di vendetta… Penso sia una lettura da non perdere, non solo da parte di chi adora McEwan e la sua originalità (ancora una volta confermata), ma anche da chi fosse alla ricerca della peculiarità letteraria

Recensione di Flavia Mottola
NEL GUSCIO jan McEwan

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

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