MORTE NEI FIORDI, di Satu Rämö (Newton Compton – maggio 2025)

Ho un ricordo bellissimo di un viaggio fatto molti anni fa in Islanda per cui mi capita che, incontrando qualche libro ambientato in quel paese o scritto da un autore islandese, non riesca a resistere e mi conceda una lettura che mi faccia rievocare le emozioni allora provate. E così mi sono dedicata alla lettura di questo giallo dove la bellezza selvaggia di quest’isola fa da sfondo ad un’indagine svolta da una coppia di poliziotti, che hanno in comune aver vissuto una storia personale complicata.
La protagonista femminile è Hildur una tenace investigatrice che fa parte dell’Unità bambini scomparsi della polizia di Isafiordur, nell’Islanda del nordest; la donna ha una storia familiare segnata dalla scomparsa, avvenuta venticinque anni prima, delle due sorelline minori, storia che ancora è per lei fonte di ansia, che tende a tenere sotto controllo praticando surf sulle gelide onde dell’Atlantico. Al suo fianco troviamo Jakob, un poliziotto tirocinante, arrivato dalla Finlandia per un programma di scambio, anche lui segnato da un passato gravato da ingiustizie e separazioni, che ha trovato il suo sfogo nel lavoro a maglia. A seguito di una valanga che ha travolto alcune case del paese, viene ritrovato il corpo di un anziano più volte condannato per droga ed atti osceni nei confronti di adolescenti, la cui morte non è però dovuta alla neve che ha sommerso la sua abitazione.
Parte così una indagine che va via via allargandosi e che sembra riconnettersi con un mistero avvolto nel passato. La storia non è banale ma devo dire che quello che mi ha affascinato soprattutto è l’ambientazione, con paesaggi remoti, il freddo pungente, le giornate cortissime e la luce di quelle zone così particolare ed intensa, un’ambientazione in cui si entra anche nella cultura e nei miti di quel paese così caratteristico. Ho letto che questo è il primo romanzo di una trilogia, per cui aspetterò con interesse l’uscita degli altri due gialli
Recensione di Ale Fortebraccio


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