MIO ZIO L’IMPIEGATO Ramón Meza

MIO ZIO L’IMPIEGATO, di Ramón Meza (Arkadia – marzo 2025)

 

 

Come ormai accade sempre più spesso, anche questo gioiello cubano arriva in Italia per la prima volta grazie ad una piccola casa editrice.

Esce infatti per Arkadia editore il romanzo più conosciuto di Ramon Meza, scrittore, critico letterario e storico vissuto nella seconda metà dell’Ottocento e morto nel 1911.

Mio zio l’impiegato è ormai considerato, a ragione, una pietra miliare della letteratura cubana. Uno spartiacque tra la letteratura classica e la letteratura moderna.

Il racconto segue le avventure, ma soprattutto le disavventure, di uno zio e di suo nipote che giungono dalla Spagna a Cuba alla ricerca di un futuro di ricchezza ma soprattutto nobiltà.

L’Avana rappresentata nel romanzo è assai lontana da quella cui ci hanno abituato molti altri autori isolani.

E’ una città quasi bidimensionale, grigia e dai colori sbiaditi.

Una città in cui corruzione, malcostume e criminalità regnano incontrastati.

Ramon Meza ci regala un affresco unico di un’isola che non è solo balli e musica, o perlomeno non lo era all’epoca dello scrittore.

Lo stile è irriverente, sarcastico, a tratti quasi surreale e rende la lettura estremamente piacevole pur riuscendo al contempo a denunciare un malcostume radicato e un colonialismo di impronta parassitaria di cui i cubani cominciavano all’epoca a sentire il peso insopportabile.

Un libro veramente interessante che mi spingerei a consigliare anche a giovani adulti sia per la scrittura che per la storia in sé.

Recensione di Annachiara Falchetti

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