Vince il Premio Strega 2026 Michele Mari con I convitati di Pietra

Sono rimasta agghiacciata dalla lettura di questo romanzo, non perché non mi sia piaciuto ma perché nella sua trama, che per certi versi può apparire anche divertente, mi sembra rispecchiare il brutto mondo che sta diventando quello in cui ci ritroviamo a vivere. Premetto che è il primo libro che leggo di questo scrittore, per cui non so se esso rispecchia il suo pensiero ed il suo modo di scrivere.
Certo è che non mi sono annoiata, anzi all’inizio la storia mi appariva come un gioco messo in piedi da un gruppo di liceali, un po’ per divertimento, un po’ per avere la scusa per non perdere i rapporti tra di loro e stipulare una specie di impegno a rivedersi ogni anno. Ma poi pare che il gioco prenda loro la mano e diventi un accordo feroce sul loro futuro e sulla loro morte, quando la scommessa fatta su chi di loro sopravvivrà agli altri prende una piega più venale, mostrando un interesse economico, derivante dalla decisione che gli ultimi tre sopravvissuti riceveranno in premio i soldi accumulati da un particolare investimento collettivo il cui valore andrà accrescendosi con il passare degli anni.
Ed è così che Mari ci fa seguire il gruppo di liceali dal fatidico 1975, anno dell’inizio del patto, sino al 2050, facendoci conoscere la loro trasformazione inquietante, direi quasi satanica, dove si trova di tutto, dal suicidio alla truffa, dalla fredda elencazione delle patologie sofferte da ciascuno alla violenza ed alla soddisfazione di perdere via via qualche compagno di questa perfida riffa. Anche se lo svolgersi della storia ci strappa qualche risata per l’ironia che ci fa apparire certe situazioni ferocemente comiche, si tratta di un riso amaro per la trasformazione tragica di persone apparentemente serene e tranquille.
Ed allora ci viene da riflettere su come il male sia sempre in agguato nel nostro destino; su come un mondo in cui si parla di uguaglianza di diritti per tutti alla pace ed a una convivenza solidale, possa diventare in poco tempo un agone di lotta, dove si desidera solo accaparrarsi risorse, denaro, potere gli uni a scapito degli altri, senza alcuna speranza e pietà per i più deboli.
Un libro terribile ma che credo vada assolutamente letto.
Recensione di Ale Fortebraccio
Due Libri a Confronto: I CONVITATI DI PIETRA Michele Mari – LO SBILICO ALCIDE Pierantozzi
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