MEMORIE DI UN GIOVANE MEDICO, di Michail Bulgakov (Neri Pozza)
Questa raccolta di racconti, nella quale sono presenti molti elementi autobiografici, segue le vicende del giovane dottor Bomgard. Appena sessantotto giorni dopo la laurea, il medico approda nel remoto villaggio di Nikol’skoe per iniziare la propria carriera.
L’impatto con la realtà è brutale: Bomgard comprende immediatamente l’abisso che separa la medicina accademica — fatta di studio “matto e disperatissimo”, tirocini massacranti e rigore scientifico — dall’esercizio concreto della professione in un ambulatorio sperduto, isolato dal resto del mondo.
A rendere tutto ancora più difficile è l’eredità del suo predecessore, un medico scrupoloso e stimato, la cui ombra lo costringe a un confronto costante con un ideale di perfezione quasi irraggiungibile.
Le prime notti a Nikol’skoe sono segnate dall’insicurezza e dall’angoscia. Bomgard è terrorizzato all’idea di trovarsi davanti a casi clinici mai affrontati prima; eppure scopre ben presto di possedere una tempra insospettata.
Sotto la pressione dell’emergenza emerge un talento naturale che gli consente di gestire con successo situazioni critiche e imprevedibili.
La sua attività è frenetica, totalizzante, imprevedibile: passa con lucidità da un complicato parto con rivolgimento a un drammatico caso di difterite; affronta bufere di neve accecanti pur di raggiungere un paziente in fin di vita; osserva con un misto di tenerezza e frustrazione l’ingenuità e la superstizione dei contadini russi.
Agendo sempre con coraggio e con una disponibilità instancabile, il giovane medico conquista in breve tempo la stima dell’intera comunità. Bulgakov, con una scrittura limpida e a tratti ironica, ci offre il ritratto di un uomo che impara a diventare tale attraverso il senso del dovere e una dedizione assoluta verso l’altro.
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