MANSFFIELD PARK  Jane Austen

MANSFFIELD PARK  Jane Austen Recensioni Libri e news Unlibro

MANSFFIELD PARK, di  Jane Austen (Libraria)

Dopo tanto girare, leggere e recensire, è arrivato anche per me il momento di spendere due parole sui romanzi della mia autrice preferita. Li ho letti tutti, ma quando ho pensato a quale inserire nella collezione delle mie recensioni non ho avuto dubbi e ho scelto Mansfield Park.

E’ il più controverso fra i suoi, il più diverso, il più particolare.

MANSFFIELD PARK  Jane Austen recensioni Libri e News UnlibroL’eroina di questo romanzo ci mostra come la rettitudine, il contegno, il rispetto, l’educazione e soprattutto l’onestà, siano comunque la dote più sicura, sebbene siamo in un’epoca in cui le signorine di basso ceto sociale difficilmente riuscivano a trovar marito, in quanto povere.

Fanny viene a trovarsi nella vita dei Bertram perché sua zia si offre di dare una qualche educazione almeno alla figlia maggiore di sua sorella, la cui famiglia numerosa versa in condizioni parecchio disagiate.

Questa ragazza viene a contatto con tutte le sottili brutture della società del tempo: la vanità, la civetteria delle cugine, la dissolutezza del cugino più grande, l’indolenza e l’assoluta incapacità di gestire la famiglia dei signori Bertram. Per non parlare dello sdegno e dell’acidità della zia Norris verso chi, proprio come Fanny, è di ceto inferiore. E’ attorniata da tutti i fantocci possibili e immaginabili, che creano un pericoloso labirinto dal quale è quasi impossibile uscire.

Arriverà ad essere allontanata da casa della zia per aver rifiutato la corte di un ragazzo dalla dubbia moralità. In questo labirinto, da quel momento in poi, i fantocci diventano ostacoli.

Sorprendente la forza di questa ragazza: ho visto in lei un lampo di Elizabeth Bennet per un attimo, nonostante i due personaggi siano infinitamente diversi.

Ci si chiede addirittura cosa ci sia alla fine del labirinto, ammesso che ella riesca ad arrivarci, perché, davvero, tolto il cugino Edmund, che rimane esempio di moralità e pacatezza, i fantocci, pesanti come pezzi di ferro, non fanno che intralciare il virtuoso cammino di Fanny.

Questo è anche un romanzo che ci mostra molto chiaramente tutto un ventaglio di sfaccettature femminili che portano ad una riflessione abbastanza amarognola: quanto era difficile essere donna allora?

Io aggiungo un’altra provocazione per tutti quelli che seguiranno il mio consiglio di leggere questo, a mio avviso, straordinario romanzo: è poi così diversa la donna di allora dalla donna di oggi?

Recensione di Rita Annecchino

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