MAI DIMENTICARE Michel Bussi

MAI DIMENTICARE Michel Bussi recensioni Libri e News

MAI DIMENTICARE, di Michel Bussi

Recensione 1

Normandia, Costa Alabastro, Étretat. Le falesie di roccia calcarea a picco sul mare, l’arco naturale che fa pensare a Monét, il canale della Manica. Tutto bello e evocativo.

Una giovane donna disperata che rivolge le sue ultime parole ad uno sconosciuto in un freddo mattino d’inverno e che poi si lascia andare nel vuoto.

L’ombra di un serial killer malgrado l’evidenza del suicidio, una sciarpa rossa di cachemire che appare dove non è possibile che sia, lettere da un passato che esige chiarezza.

 

 

L’intreccio senza dubbio cattura, l’autore sa tenere viva l’attenzione del lettore con continui colpi di scena, e la scelta dell’ambientazione è vincente.

Però io non lo so se questo Bussi mi piace! Mi è sembrato che abbia dovuto mettere in campo “troppa roba” per essere certo di non annoiare il lettore, un po’ troppo fumo?

Non so, merita un approfondimento, la lettura di un altro suo libro che non sia l’arcinoto Ninfee nere per chiarirmi le idee su “l’autore di gialli più venduti d’oltralpe”.

Recensione di Elena Gerla

 

Recensione 2

“Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera?
Non tendetele la mano!
Potrebbero credere che l’avete spinta.”

Jamal Salaoui, un ragazzo musulmano con una protesi al carbonio al posto di una gamba, sogna di partecipare alla difficile corsa campestre Ultra-Trail del Monte Bianco. Come meta per la sua preparazione fisica nel febbraio del 2014 si reca a Yport in Normandia. Durante un allenamento mattutino, Jamal vede sulla scogliera una bellissima giovane che sta per suicidarsi, e prova inutilmente a fermarla.

MAI DIMENTICARE Michel Bussi recensioni Libri e News UnLibroDa questo punto in poi il libro avrà un’impennata e la storia prenderà velocità.

Il protagonista da possibile salvatore si ritroverà ad essere braccato come omicida. Ma sarà innocente o colpevole?

Questo è il secondo libro di Bussi che ho avuto la possibilità di leggere e ancora una volta il piacere è stato tanto. Se ripenso a “Ninfee nere” la prima cosa a cui penso è un quadro dai delicati colori pastello, dopo la lettura di questo romanzo posso sicuramente affermare che la prima immagine che ho in mente è un puzzle difficile con tante tessere dalle forme e colori più disparati col preciso intento di creare confusione nel lettore.
Proprio da qui inizierà la corsa, o meglio la storia.

 

Da quando poi abilmente l’autore ti convince di aver capito aiutandoti a trovare un posto a tutte le tesserine, crei ipotesi, un possibile scenario e una plausibile soluzione per poi, a poche decine di pagine dalla fine ritrovarti nel caos, perché ciò che tu credevi non è ciò che è veramente accaduto.

Questo libro è un giallo ma anche un thriller sapientemente amalgamato, con un intreccio perfetto che ti inganna fino alla fine, dove non puoi fidarti di nessuno. Una storia con un ritmo a tratti lento, a tratti veloce, in alcuni momenti anche allegro e scanzonato, ma anche freddo e addirittura in alcuni momenti emozionante.

Ogni pagina sarà una sorpresa, un viaggio nella follia che mi ha incatenata al libro facendomi sentire a tratti sciocca, perché anche nel tentativo di anticipare gli avvenimenti, almeno quelli più ovvi che nei gialli di solito sono scontati come conseguenza ad un determinato avvenimento, qui sono risultati impossibili da prevedere.

 

Nonostante la trama intricata la scrittura anche qui si è rivelata scorrevole, e il finale sarà sicuramente inaspettato.
Insomma un libro che va assolutamente letto, non farlo sarebbe un delitto ma soprattutto una perdita per tutti i potenziali lettori.

Recensione di Loredana Cescutti

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