L’ULTIMO RE DI CALIFORNIA Jordan Harper

L’ULTIMO RE DI CALIFORNIA, di Jordan Harper (Neri Pozza – 2025)

Che potenza di scrittura c’è in Jordan Harper e che stomaco forte ci vuole per leggerlo. Serve uno stomaco forte per la violenza esplicita e la mascolinità tossica, riassunte dal mantra del clan dei Combine: “Il sangue è amore”. L’iniziazione nella famiglia prevede un tatuaggio a forma di cuore, ottenuto combinando l’inchiostro con il sangue di un membro assassinato del clan.

All’età di 7 anni, Luke Crosswhite ha visto suo padre, Bobby, leader del clan, uccidere a calci un uomo nel parcheggio di una pista da bowling. Bobby è finito in prigione (dove si trova ancora) e Luke è stato mandato in Colorado a vivere con dei parenti. Suo zio Del gestisce il Combine per conto di Bobby – tra furti e spaccio di droga, con occasionali conflitti tra bande – quando il diciannovenne Luke torna nei panni dell’improbabile erede designato, un ex studente universitario ancora alle prese con dolorosi flashback sui crimini del padre. Luke si ritrova combattuto. La sua sensibilità è messa a dura prova dalla scarica di adrenalina che gli atti di estremo machismo offrono.

La compagna di giochi d’infanzia di Luke, Callie, ora una piccola spacciatrice, è sempre stata parte delle attività della famiglia e ora desidera fuggire con il suo fidanzato verso una vita che immagina al di fuori della gang. Il tutto, mentre gli incendi in California divampano incontrollabili. Un romanzo in cui si accumulano molti morti ma che riesce in qualche modo a essere straziante e anche stranamente pieno di speranza, e che fa riflettere su quanto dobbiamo alla nostra famiglia di origine e su quanto siano ineluttabili le nostre scelte e quelle che gli altri fanno per noi.

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