L’ULTIMA CORRIERA PER LA SAGGEZZA Ivan Doig

L’ULTIMA CORRIERA PER LA SAGGEZZA, di Ivan Doig (Nutrimenti – maggio 2020)

 

Donal Cameron ha undici anni e una zazzera di capelli rossi. Dopo la morte improvvisa dei genitori vive con la nonna, cuoca del Double W, un grande ranch vicino a Gros Ventre, nel Montana. La donna deve però sottoporsi ad un delicato intervento ed è costretta a spedire il nipote nel Wisconsin, dalla sorella, lontano milleseicento miglia.

A nulla valgono le suppliche del ragazzo per cercare una sistemazione alternativa. Raccogliendo tutto il coraggio possibile, sale su una corriera della linea Greyhound, pronto a consegnarsi a dei completi estranei e affrontare quella che sembra prefiggersi come l’estate più orribile della sua giovane esistenza.

Fortunatamente Donal non viaggia da solo. A fargli compagnia vi sono la sua parlantina inarrestabile e un’immaginazione che non conosce confini; la punta nera di una freccia, forse risalente all’epoca precolombiana, che diventa il suo talismano portafortuna; ultimo, ma non meno importante, il libro delle dediche, con il quale conta di collezionare più firme e pensieri di qualsiasi altro essere umano.

Siamo nel 1951.

Soldati in partenza verso la Corea, la suora, l’indiano addormentato, il pastore, lo sceriffo, il fuorilegge Harv, la procace cameriera Letty, un’orda di ragazzini fuori controllo, i coniugi Schneider.

Tappa dopo tappa, sfilano personaggi assurdi e drammatici, che assorbono completamente il viaggio di Donal fino alla meta finale: la casa della zia Kate, appassionata di soap opera radiofoniche e incallita giocatrice di canasta e del bizzarro zio Herman, che nasconde più di un segreto.

Ma sarà una sosta temporanea. Donal ancora non lo sospetta, ma sta per intraprendere una nuova avventura, quella destinata a cambiare per sempre la sua vita e che segnerà il primo importante passaggio nel mondo degli adulti.

Ivan Doig scrive un romanzo (l’ultimo prima di morire) che abbaglia, dove ogni frase è una gemma e ogni pagina diventa poesia. Con gli occhi avidi e curiosi di Donal ci racconta l’età più bella, quella dell’innocenza, dove sognare e stupirsi è ancora lecito. Dove un ranch tra montagne, campi di fieno e cieli immensi diventa un luogo senza eguali al mondo.

Indimenticabile.

«Ma dove andremo?»

«Dovunque».

Recensione di Chiara Castellucci

L’ULTIMA CORRIERA PER LA SAGGEZZA Ivan Doig

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