LUISA ZENI Un sogno chiamato Italia Claudio Restelli

LUISA ZENI Un sogno chiamato Italia, di Claudio Restelli (Mursia – aprile 2025)

 

 

Quando si pensa alla guerra si immaginano solo figure maschili che si muovono sulla scacchiera degli eventi, e invece proprio gli eventi ci hanno insegnato che, seppure in numero inferiore, le donne hanno giocato un ruolo essenziale e mai solo marginale, militando e rischiando la vita con la stessa abnegazione degli uomini per la causa. Negli ultimi decenni ci siamo abituati a sentire raccontare le storie e di molte figure femminili partigiane, per esempio, per quanto riguarda la seconda guerra mondiale.

Ma anche per la Grande Guerra abbiamo rivalutato le donne che si sono dovute sostituire agli uomini nei campi, nelle fabbriche, che hanno trasportato armi e viveri per gli alpini (portatrici carni che) oppure donne-chirurgo che hanno operato in trincea o come crocerossine.

Eppure la storia non ha ancora saputo restituire spessore a figure eroiche come Luisa Zeni, la cui storia era rimasta inedita nonostante la monumentale storiografia esistente sul conflitto. È proprio grazie a queste fonti che questo libro storico di Claudio Restelli ci restituisce questa pagina dimenticata della storia, restituendoci una figura eroica femminile profonda, appassionata ed emancipata, quando il mondo ancora non era pronto ad accettarla.

Luisa, nata ad Arco, in provincia di Trento, ha sacrificato la propria gioventù per la patria, rischiando la vita in una delicata missione di spionaggio in territorio austriaco, assistendo i malati e i bisognosi negli ospedali militari e partecipando indomita e appassionata all’impresa del fulgido comandante Gabriele D’Annunzio a Fiume, sognando un’Italia unita sotto il tricolore.

Ha rischiato più volte la vita, sia in guerra, sia a causa della sua malattia polmonare che le era rimasta come “medaglia invisibile” dei suoi patimenti per la causa. È stata insignìta nel 1922, non dopo poche peripezie, della medaglia d’argento al valor militare.

Leggere delle sue gesta, le sue corrispondenze epistolari e tutto ciò che ha dovuto subire per le sue idee di emancipazione, mi ha profondamente commossa.

Oggi, grazie a Claudio Rastelli, un’ altra toppa alla mia ignoranza storica è stata risanata. Ma quante altre donne come Luisa aspettano ancora che la storia si ricordi di loro?

 

Recensione di Evelina Loffredi

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