L’ISOLA DELLE ANIME Johanna Holmstrom 

L’ISOLA DELLE ANIME, di Johanna Holmstrom (Beat)

 

Il romanzo è ambientato in un manicomio femminile in Finlandia fra la fine del 1800 e la prima metà del 1900 ed è suddiviso in tre macroapitoli, ciascuno dedicato a tre donne diverse.

Nel primo viene raccontata la storia di Kristina, una donna finita nella struttura per aver affogato i suoi due figli nel fiume in un momento di estrema stanchezza ed esasperazione. Nel secondo troviamo Elli, una ragazza finita in manicomio per essere stata troppo “ribelle”, sfuggendo al controllo dei genitori. Ed, infine, nel terzo viene narrata la storia di Sigrid, l’infermiera del manicomio che si è sempre presa cura delle sue pazienti, ma che la guerra ha messo a dura prova.

Se devo essere sincera, mi aspettavo di più da questo libro. Avrei voluto andasse più a fondo nell’analizzare la sofferenza di queste donne, soprattutto di Kristina. Ad esempio, nella parte riguardante Elli viene spesso detto che Kristina la guarda seguendola ovunque vada, ma non viene spiegato mai il motivo e, inoltre, il capitolo dedicato a Kristina mi ha dato l’impressione di essersi concluso senza un finale “completo”.
Non so, forse sarà stato anche il fatto che non ho letto il libro in maniera continuativa, ma a volte mi è parso noioso e poco accattivante.
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Riporto questo passaggio del libro che, a mio parere, ha descritto molto bene la vita che molte persone vivono quotidianamente. Si tratta di un dialogo fra Elli che spera con tutte le sue forze un giorno di poter andare via dal manicomio e Karin, un’altra paziente che, invece, ha fatto del manicomio il suo rifugio:
“No, ascoltami. Là dove vuoi andare tu, laggiù, le persone vanno al lavoro. Si alzano di buon’ora, sono stanche, sgobbano nella loro esistenza grigia e triste, ogni giorno vanno a fare un lavoro che odiano con persone che detestano, lavorano per un capo nella cui gola preferirebbero di gran lunga affondare un coltello, logorano il proprio corpo in cambio di spiccioli perché qualcun altro si arricchisca, si preoccupano per i soldi, per la pagnotta, per i figli, per i genitori vecchi e malati che stanno nelle loro casette dove nessuno ha tempo di prendersene cura o di andare a trovarli. È un mondo duro, e alcuni sono troppo teneri per affrontarlo. Alcuni semplicemente….scivolano via”.

Ne consiglio comunque la lettura, augurandovi di poter trovare quella sensazione che si prova quando un libro ti lascia qualcosa dentro che a me purtroppo è mancata.

Buona lettura

Recensione di Marina Manigrasso

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