L’INVERNO DELLE STELLE Nicoletta Verna

L’INVERNO DELLE STELLE, di Nicoletta Verna (Rizzoli – novembre 2025)

Recensione 1

Con L’inverno delle stelle la Verna torna nel Novecento ferito, ma da un’altezza diversa. Dopo un romanzo duro e compatto come I giorni di Vetro, sceglie lo sguardo di Sirio, una ragazzina di Fiesole, e affida a lei l’attraversamento della guerra, dell’amicizia, della paura, del nascere di una coscienza. L’8 settembre 1943 non resta sullo sfondo come una data della storia italiana: entra nella vita concreta dei personaggi, nei boschi, nei rifugi, nei corpi feriti, nelle decisioni che arrivano quando si è ancora molto giovani e tuttavia già chiamati a distinguere tra ciò che salva e ciò che distrugge.

La prospettiva è, per me, uno degli aspetti più riusciti del romanzo. La Verna sa bene che infanzia e adolescenza possono diventare materia sentimentale o decorativa; in queste pagine accade l’opposto. Sirio non addolcisce la guerra, la rende più nuda. Il bene e il male non passano attraverso formule, ma attraverso la lealtà, il segreto, la paura, la pietà, il coraggio di restare umani mentre tutto intorno si sfalda. Ed è in questa zona che la scrittura della Verna conserva la sua fibra morale più riconoscibile.

Sul piano narrativo si avverte una scelta molto precisa. L’inverno delle stelle ha una cadenza più mobile, più tersa, in alcuni passaggi persino più avventurosa. La banda dei ragazzi, il soldato ritrovato, il paesaggio attraversato come spazio di prova e di trasformazione danno al romanzo un respiro ampio, accessibile, mai impoverito. La lingua resta sorvegliata, la costruzione limpida, e sotto questa limpidezza si sente una domanda seria: che cosa resta dell’umano quando la Storia entra nelle case e costringe tutti, anche i più giovani, a scegliere?

Il confronto con I giorni di Vetro viene quasi da sé, ed è un confronto utile. Nel precedente romanzo la Verna lavorava su una densità più cupa e compatta; in L’inverno delle stelle ritrovo la stessa serietà dello sguardo e la stessa tensione etica, ma in una forma più luminosa, più aperta. È una scelta coerente, e anche molto interessante, perché mostra un’altra possibilità della sua scrittura: meno tragica, ma sempre vigile davanti alla Storia e alle sue ferite.

Mi sembra significativo che anche l’accoglienza critica si muova in questa direzione. L’inverno delle stelle è stato accolto con attenzione e stima, come conferma di una voce capace di unire qualità narrativa e coscienza morale. Leggendolo, questa impressione si ritrova con chiarezza: è un romanzo solido, intenso, ben costruito, che sceglie una via più limpida per arrivare allo stesso nucleo etico che la Verna continua a interrogare.

Se avete amato la Verna per la sua durezza morale e per la sua capacità di guardare alla Storia senza semplificarla, in queste pagine ritroverete la stessa fedeltà etica in una forma più luminosa. Io continuo a sentire I giorni di Vetro come la sua vetta più alta, ma L’inverno delle stelle conferma una scrittrice capace di raccontare la crescita come il luogo in cui la compassione smette di essere soltanto un sentimento e diventa un modo di stare al mondo. E alla fine riguarda tutti noi.

Recensione di Karin Zaghi

Recensione 2

Torna alla mente quello che abbiamo imparato da King nel racconto “The body” , leggendo “L’inverno delle stelle”. È raro incontrare amici come quelli che avevamo all’età di dodici anni.

Così per la giovane Sirio e la sua banda la Resistenza irrompe come la più sorprendente delle avventure, nell’estate fiesolana del 1943.

Pagina dopo pagina abbiamo la sensazione di assistere alla formazione di una coscienza, alla impossibilità di comprendere il senso della guerra e delle sue conseguenze.

L’iniziazione di Sirio, il suo apprendistato alla vita, assumono i lineamenti di una “questione privata” che si consuma logorando le poche, timide certezze di una giovane vita.

Saranno per lei giorni di sorellanza e di fratellanza, di solidarietà e di partecipazione, di un crescente senso di appartenenza che la condurranno al cospetto di una scelta e che le porteranno in dote il seme di una consapevolezza rivelatrice: nessuno si salva da solo.

Nicoletta Verna

“L’inverno delle stelle”

Rizzoli.

Di Valerio Scarcia

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