L’INTERNATO, di Sebastian Fitzek (Fazi – maggio 2026)

Con “L’internato”, Sebastian Fitzek porta il lettore all’interno della Steinklinik, una struttura psichiatrica di massima sicurezza, trasformandola nel teatro di una storia in cui la ricerca della verità si intreccia continuamente con la paura di perdere il controllo. La storia parte dalla disperazione di un padre che non si rassegna alla scomparsa del figlio e che, pur di arrivare alla verità, decide di farsi internare in una clinica psichiatrica di massima sicurezza. Dovrà fingersi un paziente e avvicinarsi a un uomo che potrebbe sapere cosa è realmente accaduto.
Da quel momento, però, il confine tra finzione e realtà diventa sempre più difficile da distinguere.
È proprio questo l’aspetto psicologico che ho trovato più interessante. Il protagonista entra nella clinica convinto di poter controllare la situazione, ma si ritrova progressivamente immerso in un ambiente dove nulla sembra davvero sicuro. Deve mettere in discussione ciò che vede, ciò che gli viene raccontato e, soprattutto, ciò che pensa di sapere.
Fitzek gioca molto sulla percezione, sulla memoria e sulla paura di perdere il controllo. E questa sensazione arriva direttamente al lettore: più si va avanti, più diventa difficile capire di chi fidarsi e dove si nasconda davvero la verità.
Recensione di Egle Spano’


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