L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE Milan Kundera

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE Milan Kundera Recensioni Libri e News UnLibro

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE, di Milan Kundera

Recensione 1

Era da tempo che questo libro attendeva di essere letto e come spesso accade è necessario aspettare il momento giusto. Forse dovevano giungere momenti così difficili per rifugiare la mente tra le righe di un testo simile che penso si possa definire un saggio.

Vorrei partire analizzando il titolo che diventa quasi un ossimoro: una cosa leggera è di per sé sostenibile, tuttavia l’uso dell’aggettivo, serve in questo caso a sottolineare la tesi dell’insostenibiltà della leggerezza dell’essere. E dato che non abbiamo alcuna possibilità di capire se le nostre decisioni e le nostre scelte siano giuste o sbagliate, non potendole sperimentare prima di viverle, allora sarebbe lecito prendere ogni decisione alla leggera. Tuttavia questa ipotetica mancanza di significato della nostra esistenza e del nostro essere, diventerebbe un peso insopportabile, insostenibile, ecco quindi la giustificazione del titolo: “L’insostenibile leggerezza dell’essere”.

 

Anche la trama sembrerebbe fondata su di una “insostenibile leggerezza”, (una serie di intrecci amorosi e tradimenti tra i protagonisti). All’interno della storia, tutto risulta esclusivamente momentaneo, come se ciò che le persone sono è ciò che vivono in quell’istante quindi, le relazioni umane sono al centro del racconto e la casualità degli eventi diventa elemento dominante. Potevamo amare una persona diversa, potevamo essere amati da una persona diversa, potevamo avere un altro destino? Dentro questo universo quasi onirico, diventano pregnanti i concetti di “leggerezza” e “pesantezza”; leggero e libertino è l’atteggiamento di Tomáš che tradisce l’amore di Tereza. E pesante è il fardello dell’eterno ritorno di Tereza, pesante la sua valigia, che trascina all’interno un passato fatto di relazioni difficili con sua madre.

 

L’autore è la voce narrante che pare osservare da dietro le quinte le vite dei protagonisti e dalle cui vicissitudini prende spunto per discutere di temi cruciali sull’esistenza.

Altro concetto cardine; “L’eterno ritorno, l’eterna ciclicità degli eventi”.

Questo tema esistenziale ha trovato un’alta resa letteraria all’interno del romanzo, in cui l’eterno ritorno nietzschiano funge quasi da prefazione alla vicenda. Infatti l’eterno ritorno dell’uguale rappresenta la chiave di lettura dell’opera, come un fil rouge che unisce gli avvenimenti.

Ma mi domando, basterebbe all’uomo vivere altre due, tre vite per imparare a non commettere gli stessi errori? Per diventare più saggio e raggiungere quella maturità necessaria per non perseverare attraverso il medesimo sbaglio…?

Recensione di Marzia De Silvestri

Recensione 2

Kundera è uno scrittore non convenzionale, per non dire altro. Se cerchiamo personaggi completamente plasmati, definiti, strutturati e una trama armoniosa, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” non è quel tipo di romanzo.

Kundera usa semplicemente la trama e i personaggi come strumenti o esempi per spiegare la sua filosofia sulla vita, e questo è ciò di cui tratta questo romanzo. Kundera solleva molti interrogativi: se abbiamo solo una vita da vivere e ogni scelta è irreversibile, è meglio sopportarne il peso e cercarne un significato, o è meglio essere leggeri e vivere come se nulla avesse senso?

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE Milan Kundera Recensioni Libri e News Unlibro

E con una sola vita, come possiamo sapere se le decisioni che prendiamo sono quelle giuste? E che dire del ruolo del destino rispetto alla scelta? L’amore è basato su circostanze casuali o conta la nostra scelta personale? E come differiscono amore e sesso? Facciamo le nostre scelte pensando al presente ma poi,col tempo,continueranno ad essere giuste? E se avessimo sbagliato?

“Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.”

Non a tutti piacerà. È enigmatico, provocatorio, filosofico e talvolta un po ‘confuso. È un po ‘romantico, un po’ storico, un po ‘politico.Può piacere o non piacere.

 

Una delle riflessioni che preferisco:

“Fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio
che si applica ad una infinità di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che
si applica ad un’unica donna).”

Recensione di Cosimo Aprile

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.