Libri a confronto:
“IL GRANDE DIO PAN”, di ARTHUR MACHEN, ed. L’ippocampo vs. “IL GRANDE DIO PAN”, di ADAM FYDA, da ARTHUR MACHEN, a fumetti, ed NPE.

Due splendidi volumi per gli amanti dell’horror anglosassone di fine ‘800. Può sembrare la stessa opera in due forme diverse, ma è così solo in parte. Il primo, benché il titolo faccia pensare ad un testo unico, come invece è il secondo, risulta in realtà una sorta di antologia di materiale narrativo e saggistico di e su Arthur Machen, della quale il romanzo breve eponimo, del 1894, è solo il punto di partenza. Contiene infatti anche i racconti “La luce interiore “, La storia del sigillo nero”, “La storia della polvere bianca” e “La piramide di fuoco”. Ma vi sono anche una Prefazione di Guillermo Del Toro, una Introduziine dello stesso Machen, un’altra di Jorge Luis Borges, una Postfazione di S. T. Joshi e un Addendum del paraguayano Samuel Araya, che è l’autore delle bellissime e cupissime illustrazioni che arricchiscono il libro e si aggiungono alla sua estremamente raffinata veste grafica.
Le storie, tutte ambientate fra una inquietante Londra vittoriana e i paesaggi extraurbani affascinanti e misteriosi della campagna inglese, ruotano intorno all’ipotesi di una terrificante realtà nascosta sotto il mondo sensibile, inanimato ma anche umano, che alcune pratiche parascientifiche possono portare alla luce, con risultati a dir poco agghiaccianti. È il mondo che di lì a poco si ritrova, oltreoceano, nell’allucinato H. P. Lovecraft, i cui racconti sono, notoriamente, non meno orridi e angosciosi.
Il secondo volume è invece un remake a fumetti, del 2021, del “Grande dio Pan, magnificamente adattato, sceneggiato e illustrato dal polacco Fyda in un ottimo bianco e nero di grande suggestione. La storia presenta delle variazioni rispetto all’originale, è più intrigante e offre un finale sempre drammatico ma molto più “hollywoodiano” rispetto all’opera di Machen. Il che, tutto sommato, data la cupezza del tema trattato, non guasta affatto…
Di Pasquale Vergara


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