■ LIBRI LETTI NEL 2025 ■
Ciao a tutti e auguri per un 2026 pieno di buone letture. Vorrei condividere con voi i libri che ho incontrato in quest’anno appena concluso. Ho lasciato un breve commento per ognuno e una stellina
per quelli che ho amato di più. Se qualcuno di voi troverà anche solo un piccolo spunto di lettura tra questi titoli ne sarò felice.
● LA CITTÀ E LE SUE MURA INCERTE – Murakami Haruki (Einaudi, p. 547)
Atmosfere oniriche e scrittura poetica, la cifra di Murakami non si smentisce. Se amate perdervi nelle sue storie, dove il confine tra realtà e fantasia è sempre più labile, questo è il libro per voi ![]()
● LA GEOGRAFIA DEL DANNO – Andrea De Carlo (La nave di Teseo, p. 168)
Un antico mistero familiare da risolvere è l’ossatura di questo romanzo, un viaggio a ritroso nel tempo che porta a galla ricordi e nuove verità.
● QUESTO BACIO VADA AL MONDO INTERO – Colum McCann (Bur, p. 458)
1974. New York si ferma ad osservare un funambolo che cammina su un cavo teso tra le due Torri Gemelle. Da lì varie storie si dipanano e incrociano dando vita a un romanzo di grande respiro. In una nuova edizione Feltrinelli lo trovate con il titolo ‘Lascia che il mondo giri’ ![]()
● LA STRADA OLTRE IL MURO – Shirley Jackson (Adelphi, p. 219)
Amo Shirley Jackson e le sue storie sottilmente crudeli dove l’inquietudine serpeggia sottotraccia, continuo a preferire tra i suoi scritti ‘Abbiamo sempre vissuto nel castello’ ma ho apprezzato tantissimo anche questo ![]()
● UNA NAZIONE BAGNATA DI SANGUE – Paul Auster (Einaudi, p. 127)
Breve ma potente sguardo sugli Stati Uniti e la questione armi. I racconti delle varie stragi nelle scuole/università e i numeri che li accompagnano sono agghiaccianti.
● IL TAGLIAPIETRE – Cormac McCarthy (Einaudi, p. 110)
Dramma teatrale in cinque atti, vede in scena quattro generazioni di scalpellini del Kentucky e le loro riflessioni profonde sulla vita, sul loro lavoro e su un mondo che sta inesorabilmente cambiando. Molto particolare.
● NATALE AL FEMMINILE (Racconti sotto l’albero) – AA.VV. (Donzelli Editore, p. 192)
Bellissima raccolta di racconti a tema natalizio, da Louisa May Alcott a Willa Cather, da Zadie Smith a Elizabeth von Arnim, ci sono tutte (o quasi) le autrici inglesi e americane dall’800 in avanti. Gioiellino ![]()
● LA CITTÀ ASSEDIATA – Clarice Lispector (Adelphi, p. 186)
La storia di Lucrècia, giovane donna inquieta e irrisolta e del suo percorso che la porterà dai sobborghi del paese natio alla grande città e le sue mille contraddizioni. Scrittura potente, a tratti tortuosa.
● IL CASO DEL DOLCE DI NATALE – Agatha Christie (Mondadori, p. 264)
La regina del giallo, la regina del mistero. Non credo serva dire altro.
● MELANCHOLIA I-II – Jon Fosse (La nave di Teseo, p. 444)
1853. Un giovane pittore irrequieto ossessionato da una donna/musa al punto da cadere in una spirale di follia. 1991. Uno scrittore resta affascinato da un quadro del pittore e vuole scriverne. Le storie si intrecciano, la scrittura è ossessiva, contorta, non sempre facile da seguire, ma Fosse è un grande autore e la fatica viene ripagata.
● L’ULTIMA COSA BELLA SULLA FACCIA DELLA TERRA – Michael Bible (Adelphi, p. 135)
”Eravamo innocenti. Convinti di essere speciali. Sbronzi tutti i weekend al centro commerciale. Il mondo era nelle nostre mani. Non ci importava del tempo. L’amore era una cosa scontata. La morte aveva paura di noi. Adesso abbiamo il grigio nella barba. Il cielo è un livido viola. Il centro commerciale è morto. Siamo i vecchi che non avevamo giurato di diventare mai.”
Un incipit che non si dimentica, un libro potente. ![]()
● NESSUNO AL MONDO – Isham Matar (Einaudi, p. 338)
Attraverso la storia del giovane Suleiman l’autore ci conduce nella Tripoli del 1979, in una Libia stretta bella morsa della dittatura di Gheddafi. Una scrittura poetica ma allo stesso tempo serrata. Non conoscevo questo autore, sono rimasta piacevolmente colpita.
● IL DIO DEI BOSCHI – Liz Moore (NNE, p. 544)
Giallo atipico, thriller ma non troppo. Una ragazza scompare, inizia una ricerca a tappeto e al contempo un’indagine che mira a scavare nelle vite delle persone coinvolte. Ben scritto, con personaggi ben delineati e un buon ritmo.
● LA PROVA DELLA MIA INNOCENZA – Jonathan Coe (Feltrinelli, p. 407)
Difficile dire qualcosa di questo libro senza incappare in qualche spoiler. Ha tutti gli elementi del giallo, con in più la sottile ironia tipica di Jonathan Coe e l’attenta analisi della situazione economico-sociale del Regno Unito post Brexit. Un meccanismo un po’ complicato forse, ma molto intrigante.
● IL FANTASMA DI CANTERVILLE e altri racconti – Oscar Wilde (Feltrinelli, p. 160)
Una delle più famose storie di fantasmi, scritta magistralmente e intrisa di ironia. Nell’edizione Feltrinelli che ho letto vi sono anche Il delitto di lord Arthur Savile, La sfinge senza enigmi, Il milionario modello e Il ritratto di Mr. W. H. ![]()
● LE CAMELIE INVERNALI – Ermal Meta (La nave di Teseo, p. 208)
Racconto crudo e teso di una tradizione antica e oscura, il Kanun. Siamo in Albania, la storia si dipana su due piani, uno odierno, l’altro del passato. Due amici costretti a odiarsi, la violenza che entra in profondità nelle vite, il sangue che deve essere vendicato.![]()
● I VIRTUOSI – Yasmina Khadra (Sellerio, p. 510)
Yacine è un giovane ingenuo che vive in un povero villaggio dell’Algeria agli inizi del 1900. Seguiamo le sue vicende e con esse il mutare degli eventi, i conflitti che attanagliano il paese, la sua crescita di uomo alla scoperta del mondo. Romanzo imponente, ricco di emozione, empatia, doloroso come solo la vita riesce ad essere. ![]()
● ANNA DELLA PIOGGIA – Michela Murgia (Einaudi, p. 283)
In questi racconti ci sono personaggi di ogni tipo, vite strampalate, riflessioni profonde, miti e leggende. Ci sono sogni, realtà che schiacciano, tenacia e voglia di vivere. Ci sono le ombre e le luci di noi tutti. E più di ogni altra cosa c’è Michela Murgia, la sua anima, la sua scrittura pungente, ironica, densa di vita ![]()
● I PORTATORI D’ACQUA – Atiq Rahimi (Einaudi, p. 185)
11 marzo 2001: la valle di Bamiyan, nel cuore dell’Afghanistan, è un cumulo di macerie dopo che i talebani hanno distrutto le statue dei Buddha. In quella data si dipanano due storie parallele attraverso le quali l’autore ci parla di esilio, ricordo, amore, radici profonde. Una scrittura evocativa ed efficace che affascina da subito.
● L’ULTIMO DONO – Abdulrazak Gurnah (La nave di Teseo, p. 347)
Abbas ha sessantatre anni ed è costretto a letto da un ictus che gli ha causato afasia. È tormentato dal suo passato, da un segreto che non ha mai confessato. I figli, ormai grandi e distanti si riavvicinano, ognuno a modo suo. Una famiglia e i suoi segreti, un passato da conoscere per conoscere se stessi e chi abbiamo accanto.
● IL MIO NOME È EMILIA DEL VALLE – Isabel Allende (Feltrinelli, p. 314)
Allende è una garanzia, ho amato la quasi totalità dei suoi libri, soprattutto i primi. Quest’ultimo ripropone la storia di una donna forte e determinata che non si lascia sopraffare dal destino e pur non aggiungendo nulla di nuovo alla produzione dell’autrice, resta una piacevole lettura.
● SOTTO LA PIOGGIA GENTILE – Ólafur Ólafsson (Einaudi, p. 266)
Kristófer ha 74 anni, è vedovo e il dover chiudere il suo ristorante a Reykjavík, lo ha reso ancora più desolato. Ritrova casualmente tramite i social una donna che aveva conosciuto in gioventù e decide di intraprendere un viaggio per incontrarla. Libro delicato, poetico e pieno di speranza, una specie di carezza.
● RICORDO DI UN’ISOLA – Ana Maria Matute (Fazi Editore, p. 232)
È la storia di Matia, adolescente ribelle, espulsa dal convento in cui studiava, che viene mandata sull’isola di Maiorca dalla nonna. Vediamo la sua spavalderia, le scorribande con il cugino e i ragazzi dell’isola, i primi turbamenti d’amore per Manuel. Sullo sfondo la guerra civile del 1936, che dall’isola sembra ancora lontana. Primo libro di una trilogia.
● I SOLDATI PIANGONO DI NOTTE – Ana Maria Matute (Fazi Editore, p. 212)
Secondo libro della trilogia, qui la storia è incentrata principalmente su Manuel, diviso tra la famiglia adottiva e il padre naturale, in cerca di una propria identità e di molte verità che gli sono state negate. Il terzo libro è ‘La trappola’ e ancora non l’ho letto.
● INVISIBILE – Paul Auster (Einaudi, p. 228)
1967. Adam ha vent’anni, studia e sogna di diventare un poeta. Conosce un enigmatico professore e la sua misteriosa e sensuale amante, ritrovandosi invischiato in una pericolosa relazione con la donna e in un rapporto piuttosto ambiguo con il professore, uomo imperscrutabile dai molti segreti. Non il migliore di Auster, ma la scrittura è sempre di gran livello.
● BUGIARDA – Ayelet Gundar-Goshen (Giuntina, p. 257)
Un malinteso che potrebbe essere facilmente chiarito, un silenzio che lo trasforma prima in bugia, poi in un’accusa vera e propria. Scrittura pungente, grande ritmo e intensità, l’autrice ci spinge a riflettere sul tema della menzogna, sul modo in cui ci rapportiamo agli altri. Gran bel libro ![]()
● IL GRANDE BOB – Georges Simenon (Adelphi, p. 166)
Colpito dalla morte di un caro amico il dottor Charles Coindreau inizia un’indagine personale, spinto soprattutto dal fatto che sembra non si tratti di morte accidentale. Scavando nel passato di un uomo che aveva molti segreti e lati oscuri finirà per scoprire qualcosa anche su se stesso. Simenon non delude mai.
● UNO SCIÀ ALLA CORTE D’EUROPA – Kader Abdolah (Iperborea, p. 506)
La storia di uno scià di Persia che a fine ‘800 intraprende un lungo viaggio alla scoperta dell’Europa. Con un imponente e anacronistico seguito di servitori e mogli seguiamo questo sovrano crudele e al tempo stesso ingenuo mentre incontra personaggi come Tolstoj e Monet e vediamo il suo crescente smarrimento nel vedere l’Europa, la Persia, il mondo come lui lo conosceva, cambiare inesorabilmente. Bellissimo ![]()
● BIGLIETTO DI SOLA ANDATA – Muriel Spark (Adelphi, p.106)
Ammetto di essere rimasta spiazzata. Libro brevissimo in cui seguiamo le vicende di una donna inquieta e inquietante. Sin dall’inizio si capisce che ne sarà di lei, ma è il come a sorprendere.
● IL MANTELLO – Marcela Serrano (Feltrinelli, p. 168)
La perdita dell’amata sorella spinge l’autrice a scrivere questo libro, ricco di riflessioni, teneri ricordi e riferimenti letterari. La scrittura come valvola di sfogo, come mezzo per affrontare una realtà irrimediabilmente mutata. Profondo.
● LE PALME SELVAGGE – William Faulkner (Adelphi, p. 290)
Amo questo autore, nonostante leggerlo sia sempre una sfida. Qui ci sono due storie scollegate tra loro, drammatiche e impreziosite da una scrittura che costringe a dare completa attenzione al libro. Forse non il suo migliore ma a Faulkner non so dire di no.
● LIBRI CHE MI HANNO ROVINATO LA VITA – Daria Bignardi (Einaudi, p. 162)
Daria Bignardi ripercorre la sua vita attraverso i libri che le hanno fatto ‘male’. Amo i libri che parlano di libri.
● BEBELPLATZ – Fabio Stassi (Sellerio, p. 300)
A metà tra saggio e romanzo, un viaggio alla scoperta degli autori italiani i cui libri hanno subito la censura e il fuoco del periodo nazifascista, la testimonianza di un periodo buio in cui la parola scritta era vista come un nemico da abbattere, una dichiarazione d’amore per la letteratura, i libri, il pensiero. Bello.


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