L’EDERA, di Grazia Deledda (Mondadori)

MERAVIGLIOSO
Ormai non posso fare a meno della Deledda e dei suoi romanzi.
La sua scrittura è poetica. Apparentemente tenue ma che sa scavare nel profondo. A volte con delicatezza, altre volte come un pugno nello stomaco.
Riesce a trasportati interamente nei paesaggi sardi e nella vita dei personaggi. Quest’ultimi sono così ben descritti, che ti pare di conoscerli da sempre. Il suo scritto t’incolla alle pagine dall’inizio alla fine. È magistrale. Semplicemente straordinario.
In questo romanzo le vicende si concentrano su Annesa, la serva adottata dai Decerchi da piccola e – appunto – i membri della “nobile” famiglia. Ma forse aristocratici non lo sono più. Ormai la loro nobiltà ed i loro affari sono in declino e la causa è Paulu, figlio di Rachele, che accumula debito ogni dove. Annesa, che più che una serva è considerata “figlia d’anima”, soffre pesantemente per questa situazione. Ama troppo i Suoi benefattori per non sentire suoi i loro tormenti. Potrà fare follie per loro.
La famiglia si salverà? Chi potrà dar loro una mano?
È un libro amaro, tormentato come i suoi personaggi ma è anche una storia di amore, di promesse e valori che ormai sono scomparsi.
Consiglio
Recensione di Lina Admi


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