L’ASSASSINO CHE È IN NOI Rigel Bellombra

L’ASSASSINO CHE È IN NOI, di Rigel Bellombra (Il Viandante)

È questa è stata la scoperta più bella. Quello di Rigel Bellombra, che è un nome di fantasia, è un noir originale perché mette assieme crime e filosofia, in una maniera per me inedita. E il libro contiene due o tre scene memorabili (non le spoilero), che non sfigurerebbero nei grandi classici del romanzo noir. Ma qui c’è un piccolo di più, nel crimine c’è anche un po’ di imponderabile, di casuale, di deciso alla fine, di non voluto che, tutto assieme, suona beffardo o anche ironico. Una serie di circostanze che che portano un tranquillo professore, appassionato di cinema e buon whisky, e varcare la linea d’ombra. Belle, davvero belle, le citazioni all’inizio di ogni capitolo, che danno il senso del pensiero che c’è dietro questo volume edito da Il Viandante. Ne riporto una, di Eraclito: “Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare di trovare anche ciò che non ti aspettavi di trovare”. Detta a noi che viviamo in un mondo di certezze, non di verità, fa riflettere.

Nel libro c’è tanto, riflessioni sulla vita e sull’amicizia e personaggi che restano, come la moglie del professore, la sua amica e desiderata, il caro amico Frank. E c’è un grande dubbio esistenziale, connaturato all’umano: ma il professore è una persona tormentata da quello che ha fatto o è un -grandissimo uomo di merda? Un po’ di tutto.

Voto 7,5 di incoraggiamento per il prossimo noir

Recensione di Silvestro Ramunno

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