L’ARTIGLIO DEL TEMPO Anna Vera Viva

L’ARTIGLIO DEL TEMPO Un’indagine nel cuore segreto di Napoli, di Anna Vera Viva (Garzanti)

Questo libro, che si inserisce fra Questione di sangue e Malammore appartiene alla serie che vede protagonista padre Raffaele, ormai inseritosi nel rione Sanità come parroco della basilica di Santa Maria, sempre affiancato dalla fidata perpetua Assuntina, una donna che riesce a conoscere tutto quello che succede nel quartiere e che si trova veramente a suo agio ad indagare anche nei casi più complessi e controversi.

Qui Raffaele ha ritrovato il fratello, dopo che erano stati separati da bambini, a seguito della morte della madre, vivendo vite completamente diverse; per Raffaele c’è stata l’adozione da parte di una coppia che lo aveva molto amato, poi il sacerdozio; sempre però gli era rimasto il pensiero di quel fratello lasciato a Napoli, di cui aveva saputo, con dispiacere, della cattiva strada su cui si era messo, rimanendo nel quartiere, sino a diventare un boss della malavita napoletana, importante punto di riferimento per gli affari poco puliti. In questo secondo libro troviamo padre Raffaele impegnato a fare luce sulla morte di un vecchio ebreo, Samuele Serravalle, che gestiva un negozio di cappelli da uomo, una merce attualmente sempre meno desiderata.

Samuele è stato un internato nel campo di sterminio di Auschwitz, dove è morta la sua amata fidanzata Miriam; il vecchio però non ama parlare di cosa sia successo e di quanto abbia sofferto, vivendo una vita tranquilla, allietata dall’affettuoso rapporto che ha stabilito con un bimbo, il piccolo Antonino, che sembra essere la persona che conosce meglio Samuele, addirittura meglio dei suoi figli. Così quando il vecchio viene trovato morto nel suo negozio- da cui il proprietario del locale voleva cacciarlo per interessi strani, in cui sembra esserci dietro anche la malavita napoletana-, e tutti pensano ad una morte naturale legata al dispiacere per le difficoltà sorte, è proprio Antonino che mette in evidenza piccoli particolari che spingono a pensare ad altro, a qualcosa legato al suo passato di perseguitato; ed è proprio questo che spinge padre Raffaele ad indagare, mettendo a nudo una triste storia che per qualcuno può voler dire perdere il proprio status.

Un altro interessante giallo di Anna Vera Viva, in cui passato e presente si intersecano in una storia avvincente, che vale la pena di leggere.

Recensione di Ale Fortebraccio

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