L’AMORE CHE DURA, di Lidia Ravera (Bompiani – febbraio 2025)

Un uomo e una donna si rincontrano dopo vent’anni. Emma e Carlo sono stati giovani insieme, complici, amanti, poi sposi. Poi più nulla. O così pare. Ora, alla soglia di una maturità che lascia poco spazio alle illusioni, si ritrovano per un appuntamento carico di parole non dette.
Carlo è tornato da New York, dove ha costruito la sua carriera di regista. Emma è rimasta a Roma, insegnante tenace e madre. Ha vissuto un’altra vita, ma non ha mai chiuso davvero i conti con quella passata. Quattro quaderni scritti a mano — il cuore narrativo del romanzo — custodiscono la sua verità, quella mai confessata, quella che può riscrivere la loro storia.
L’amore che dura è un romanzo sulla memoria e sul tempo, su ciò che rimane quando il sentimento si è trasformato, ma non si è spento. Lidia Ravera racconta tutto questo con una scrittura essenziale, misurata, che non indulge mai nel melodramma. Le sue frasi sono asciutte ma cariche di risonanza, capaci di cogliere le sfumature dei rapporti umani senza semplificarli.
Non è un amore romantico, quello che racconta: è un amore consapevole, adulto, segnato dalle scelte e dalle rinunce. Ma proprio per questo autentico. Perché non cerca di rifare il passato: lo guarda in faccia, lo interroga, e ne trae — forse — un nuovo inizio.
Un libro silenzioso, ma potente. Da leggere con attenzione e con rispetto. Come si fa con le storie vere.
Recensione di Karin Zaghi


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