L’ALBA DEI LEONI Stefania Auci

L’ALBA DEI LEONI, di Stefania Auci (Nord – gennaio 2026)

Recensione 1

Ci sono libri che raccontano una storia e libri che ti fanno sentire dentro la storia. La Auci è stata ancora una volta capace di trasportarmi tra le pagine del suo nuovo romanzo e farmi sentire a fianco dei protagonisti facendolo con una lucidità di dettagli che appartiene a pochi scrittori. Lo stile narrativo non lascia spazi a virtuosismi inutili. Il racconto è strutturato con ritmi ben cadenzati e momenti di forte emotività, mai fuori posto. Siamo nel 1772, Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna.

Questo è il luogo d’origine della famiglia Florio, dove Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora alla forgia e Rosa sua moglie, piena d’amore per i tanti figli che hanno messo al mondo, fondano la loro vita sull’orgoglio del proprio nome. Così come la Sicilia con i suoi profumi, il suo mare, riempie le pagine dei due romanzi precedenti, qui la Calabria fa da padrona di casa, graffiando i personaggi, chini su una terra polverosa e dura. La Sicilia e la Calabria dunque, non sono fondali evocativi, ma condizioni dell’anima. Questo è anche un romanzo familiare, all’interno del quale emerge subito una spaccatura, dove obbedienza e rancore provocano una profonda ferita in chi vorrebbe trovare spazio per la propria libertà di pensiero e azione.

L’autrice racconta di una società profondamente patriarcale, in cui il matrimonio è spesso un contratto e la donna ha margini di libertà minimi. Eppure, sono proprio le figure femminili che dimostrano una forza silenziosa e determinata. Non gridano ma resistono. E spesso tengono insieme ciò che gli uomini rischiano di spezzare. Questo è l’inizio, questa è l’alba dei Leoni.

Recensione di Marzia De Silvestri

Recensione 2

Con questo terzo libro si fa un passo indietro, dove tutto è iniziato. Leggiamo di Vincenzo che si spaccava la schiena dal mattino alla sera, e di sua moglie Rosa, sempre in casa ad accudire i figli. Si fa fatica ad immaginare come, per le donne, non ci fosse altra vita che la casa e i figli, costrette a matrimoni combinati, senza alcuna possibilità di scelta. Senti freddo leggendo queste pagine, dove con molto poco si provava a vivere e dove, le dure condizioni di vita rendevano i sentimenti freddi, quasi che per l’amore non ci fosse posto.

Continui a leggere queste pagine sperando che la situazione cambi, ma ecco che il terremoto di Bagnara Calabra scompiglia tutte le carte e rende tutto ancora più difficile, visto che l’intero paese viene distrutto quasi tutto, creando uno spartiacque tra il prima e il dopo. Anche la famiglia Florio subirà un terremoto familiare che porterà la famiglia a decisioni che ne cambiano completamente l’assetto.

Nonostante la devastazione però, questa famiglia troverà, nell’unione fraterna quella forza per poter guardare al futuro. Questa è una saga familiare della quale difficilmente ti scorderai. Straconsigliato!

Recensione di Erika Marinoni

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