L’AIRONE Giorgio Bassani

L airone Giorgio Bassani

L’AIRONE, di Giorgio Bassani

Ferrara, 1947.

Edgardo Limentani è un avvocato 45enne, ebreo senza fede e proprietario terriero. È annoiato dalla vita che conduce, tutti i giorni uguale, con una moglie che non ama, Nives; una figlia, Rory, che non ha mai sentito il bisogno di coccolare affettuosamente; e una madre anziana ormai non più molto lucida.

Una fredda domenica di dicembre, accordatosi col cugino, Ulderico, con cui non aveva più contatti da molti anni, e che vive a Codigoro, nei pressi di Ferrara, si reca a caccia aiutato da un dipendente di questi, il quale conosce bene la zona.

L'AIRONE Giorgio Bassani Recensioni libri e news UnLibro

Giunto però nel luogo, Edgardo, pur in possesso di due ottimi fucili, non abbatte nessun uccello, né altra selvaggina, al contrario di Gavino, la guida inviatagli da Ulderico a cui ha persino dato in prestito una delle due armi.

Durante questa battuta di caccia, uno degli uccelli feriti, un bell’esemplare di airone rosso, non viene ucciso subito, ma solo ferito ad un’ala. Perfettamente in grado di camminare, nonostante tutto, l’uccello si avvicina a lui e lo guarda fisso, andandogli incontro senza paura, per poi proseguire fino a sparire nel folto del verde.

Qualcosa, in quello sguardo, lo scuote dal suo torpore, anche se, tornato presto ai suoi lugubri pensieri, dimenticherà momentaneamente.

 

È nel pomeriggio che gli accade qualcosa che non si aspettava: gironzolando per Codigoro, per recarsi dal cugino (da cui non giungerà mai), trova, deviando, il negozio di un imbalsamatore, nella cui vetrina fanno sfoggio di bellezza perfettamente immortalata, diversi animali, tra cui proprio degli aironi. Si ricorda allora dell’airone di poco prima e gioisce, all’improvviso, conscio di quale sarà la conclusione di quella giornata.

Non aggiungo altro, altrimenti svelerei troppo, nonostante, credo, sia abbastanza intuibile il finale.

L’AIRONE è uno dei romanzi meno noti di Giorgio Bassani, ma non per questo meno ben fatto, tanto che ha ricevuto il premio Campiellonel 1969!

Fa parte del ciclo del Romanzo di Ferrara, essendone il quinto volume.

 

Fu scritto in seguito alla morte, per suicidio, di un suo amico, dopo la guerra, ed è dedicato ad un altro caro amico, Beppe Minervi, agronomo e grande cultore d’arte.

L’edizione in mio possesso è esattamente la prima, cioè quella del 1968, per l’e edizioni Mondadori, trovata, da mio marito, alla bancarella dell’usato di un suo vecchio amico.

Leggere questo romanzo è stato come osservare qualcosa di veramente intimo, se non abitare addirittura dentro il personaggio protagonista.

Èmolto triste, certo, e si rasenta perfino la depressione, ma il romanzo di Bassani è così perfetto nel delineare i sentimenti cupi e soffocati di Limentani, nella narrazione di un’unica giornata, durante cui l’avvocato ha lasciato che predominasse la sua inettitudine, perfino di fronte alla possibilità sfacciata di abbattere l’airone ferito e fiducioso, che gli andava incontro, che risulta facilissimo immedesimarsi nella demoralizzazione del protagonista, anche se si rischia di precipitare, affascinati, in un baratro di afflizione.

 

La cosa che però mi ha angosciata di più è stata la fredda e indifferente descrizione dell’abbattimento degli uccelli, creature che io adoro, come se la caccia per sport, fosse la cosa più normale e scontata del mondo.

È una mia riflessione, che non ha niente a che vedere, lo so, con il romanzo di Bassani, scritto soprattutto in un tempo in cui gli animali non erano considerati altro che oggetto di divertimento alla libera mercé dell’uomo.

Per fortuna, attualmente, non è più così. C’è maggiore attenzione e sensibilità nei confronti della natura, ma volevo condividere, con chi ama gli animali, questa mia perplessità venuta fuori durante la lettura del romanzo.

Recensione di Lena Merlina

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.