LAGO SANTO, di Valerio Varesi (Mondadori – settembre 2025)

Nel romanzo Lago Santo, Valerio Varesi ci regala un nuovo capitolo delle indagini del commissario Soneri, figura ormai iconica della narrativa noir italiana. In questa storia, ambientata tra le nebbie e i silenzi dell’Appennino emiliano, Soneri si confronta non solo con un mistero da risolvere, ma anche con le ombre della propria coscienza.
Soneri è un personaggio che si distingue per la sua introspezione e per un senso di giustizia che non si piega alle semplificazioni. In Lago Santo, lo vediamo più disilluso che mai: il mondo attorno a lui cambia, si fa più cinico, e lui ne osserva il declino con uno sguardo malinconico e lucido. Non è un eroe, ma un uomo che cerca risposte in un tempo che sembra averne sempre meno. La sua solitudine non è solo fisica, ma esistenziale.
Varesi ha un talento raro nel descrivere l’ambiente naturale e umano in cui si muovono i suoi personaggi. Il Lago Santo non è solo uno sfondo: è un protagonista silenzioso, carico di simbolismo. Le sue acque immobili, i boschi fitti, le case abbandonate parlano di un’Italia marginale, dimenticata, ma ancora viva nella memoria di chi la abita. La scrittura di Varesi è pittorica, quasi cinematografica: ogni luogo è descritto con precisione e sentimento, rendendo la lettura un’esperienza immersiva.
Il romanzo è attraversato da un senso di disincanto che non scade mai nel pessimismo sterile. Soneri non si arrende, ma sa che la verità non è mai netta, che la giustizia è spesso imperfetta, e che il passato pesa più del presente. Questo lo rende un personaggio profondamente umano, capace di emozionare senza retorica.
Recensione di Paolo Pizzimenti


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