LA SPOSA GITANA – LA RETE PORPORA – LA BAMBINA SENZA NOME Carmen Mola

Dopo aver letto La rete porpora qualche tempo fa, ho deciso di completare la serie che vede protagonista Elena Blanco e la BAC, la Brigata de Analis de Casos di cui è a capo, un gruppo investigativo speciale di cui fanno parte vari investigatori che vengono descritti con maestria nelle loro caratteristiche più importanti. Così accanto ad Elena- una donna vicina ai cinquanta dal carattere complesso che ama il karaoke cantando esclusivamente canzoni di Mina, che sfreccia per le strade di Madrid a bordo di una Lada rossa e nasconde un animo colpito da un dolore che la tormenta e che affoga in svariati bicchieri di grappa e con incontri occasionali con giovani che poi non frequenta più- troviamo l’esperta informatica Mariajo che all’apparenza sembra una gioiosa nonnina ma che nasconde grandi capacità informatiche e di conoscenza approfondita del deep web, il medico legale Buendia, grande amico di Elena, gli agenti Chesca e Orduno, lei irascibile e impetuosa, lui un uomo pacato ma puntiglioso.

Ad essi si aggiungono il giovane Angel Zarate, il poliziotto che ha ritrovato in un sobborgo malfamato il corpo in fin di vita della giovane gitana, che dà il titolo al primo romanzo, scomparsa il giorno del suo addio al nubilato, Susana, una fine che prima di lei aveva colpito sette anni prima sua sorella Lara; il giovane che vuole continuare a seguire il caso, chiede di essere aggregato alla BAC, diventandone poi un membro effettivo. Ci sono poi l’ex investigatore del caso di Lara, Salvador Santos, sofferente di Alzheimer e tormentato dai brutti ricordi e il capo della polizia Rentero, un amante dei ristoranti di lusso dove spesso organizza incontri di lavoro con Elena, che è terrorizzato dagli attacchi della stampa e spinge di solito per soluzioni veloci.

E così attraverso i tre libri seguiremo la Brigata mentre cerca di far luce sul caso delle morti delle sorelle gitane, ma anche sulla terribile rete porpora, una misteriosa organizzazione criminale che opera nel dark web vendendo ad un pubblico selezionato video che mostrano torture, combattimenti tra bambini ed altre atrocità, su cui gli spettatori possono anche fare grosse scommesse, anche potendo determinarne l’esito E poi c’è l’ultimo libro della trilogia, in cui Chesca, che a seguito delle dimissioni dalla Bac di Elena ne è diventata il capo, scompare dopo una notte trascorsa con un giovane avvenente; verosimilmente dopo essere stata drogata si ritrova nuda e legata in un buio seminterrato con l’unica compagnia di una bimba che non sa come si chiama. I colleghi della Bac iniziano così le sue ricerche, con il rientro nel gruppo di Elena che vuole dare una mano a ritrovare l’amica e vecchia compagna.

Molto intensi ed intriganti tutti e tre i libri della serie che entrano a pieno titolo nella letteratura gialla spagnola attuale; un applauso quindi ai tre autori –Jorge Diaz Cortes, Augustin Martinez e Antonio Santos Mercero- che si nascondono dietro il nome di Carmen Mola!

Recensione di Ale Fortebraccio

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