La sonnambula Bianca Pitzorno

LA SONNAMBULA, di Bianca Pitzorno (Bompiani – gennaio 2026)

 

 

Con il suo ultimo romanzo Bianca Pitzorno ci porta nella sua Sardegna post unitaria, con atmosfere che ricordano i romanzi delle sorelle Bronte.

La protagonista è una “sonnambula”: fin dalla prima infanzia soffre di svenimenti durante i quali ha delle visioni che in qualche modo prevedono avvenimenti futuri. Questo “potere” porta con sé pregiudizi e un matrimonio sventurato, per sfuggire al quale abbandona tutto e si trasferisce in Sardegna con un nome falso. Qui, dando prova di grande intelligenza, trasforma quella che sembrava una sventura nella sua fonte di sostentamento, sfruttando la rete di pettegolezzi della città per poter dare ai suoi clienti, principalmente donne, risposte soddisfacenti a cui aggrapparsi.

In pagine scritte con un carattere diverso, che precedono l’incontro con la sonnambula, apprendiamo dalla viva voce delle clienti le loro storie e gli interrogativi, i crucci che le conducono da lei. Veniamo così introdotti nella società del tempo, respiriamo i pregiudizi, le norme non scritte ma rigidamente rispettate che regolano i rapporti tra classi sociali, e scopriamo alcuni aspetti della vita sull’isola nei primi decenni dall’ unità d’Italia.

La trama si sviluppa proprio come in un romanzo ottocentesco: intrighi familiari, matrimoni combinati, identità segrete che non possono essere svelate, balli in maschera, viaggi sul Continente, servette fedeli, brigantesse orgogliose, in una girandola di fatti e personaggi, soprattutto femminili, indimenticabili.

 

Recensione di Maria Teresa Petrone

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