LA NIPOTE, di Bernhard Schlink (Neri Pozza)

Bernhard Schlink è uno di quegli scrittori che sanno scrivere davvero. Capace di addentrarsi nei risvolti della Storia e al tempo stesso di penetrare nei segreti dell’ animo umano.
Kaspar, il protagonista del romanzo “La nipote”, è rimasto vedovo. La sua Birgit se n’è andata. La conosceva davvero fino in fondo? No, quella bella ragazza fuggita dalla DDR per raggiungerlo non gli ha mai completamente svelato chi e che cosa si è lasciata alle spalle.
Birgit non parlava di sé, ma scriveva. Quello che a Kaspar era stato tenuto nascosto riemerge, nero su bianco: una figlia non riconosciuta e data in adozione, una passata relazione con un pezzo grosso delle gerarchie ex DDR.
Kaspar intraprende il viaggio che Birgit non aveva mai avuto il coraggio di fare e trova Svenja, la figlia di lei, ma soprattutto Sigrun, la nipote.
Vivono in una comunità “völkisch” , inquietante realtà che coltiva un nazionalismo pangermanico e filo-nazista.
Kaspar escogita un modo per avvicinarsi alla ragazza e trascorrere con lei qualche prezioso periodo. Il “nonno”, che di mestiere fa il libraio, cerca una strada per risvegliare in Sigrun l’ amore per la bellezza. La musica, il teatro e la letteratura diventano un terreno di dialogo fra i due.
Ma le cose non sono così semplici e l’ indottrinamento a cui la ragazza da sempre è stata sottoposta grava come un macigno.
Consiglio vivamente il libro a chi ha amato “Il lettore” (da cui è stato tratto lo splendido film “The Reader”), oppure “Olga”. E lo consiglio a tutti coloro che amano le storie dentro la Storia.
Recensione di Giulia Pazzaglia
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