La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: L’Agente John Tomasetti

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: L’Agente John Tomasetti (Linda Castillo)

 

Puntata n. 112

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L’Agente John Tomasetti

Nei libri di Linda Castillo c’è un personaggio ricorrente, si chiama John Tomasetti. Non è il personaggio principale, ma di supporto e di grande rilievo, contribuisce alla trama fornendo informazioni e aiutando a delineare il modo in cui si svolgono le storie e affianca Kate nei casi più complessi.

John Tomasetti o semplicemente Tomasetti, è un agente del BCI Bureau of Crime Investigation di Columbus, con un eccellente carriera nelle forze dell’ordine alle spalle, ma quando lo conosciamo non se la passa tanto bene.

Quando Tomasetti viene convocato nell’ufficio delle risorse umane, non è un buon segno. Ad aspettarlo ci sono; la direttrice Ruth Bogart, il supervisore degli agenti speciali Denny McNinch e il vicesovrintendente Jason Rummel. Per quest’ultimo, tra gli agenti gira la voce che uscisse dal proprio ufficio solo per assumere qualcuno, licenziare qualcuno o seppellire qualcuno.

L’atmosfera è pesante, hanno un fascicolo con il suo nome, rischia di perdere il lavoro, lo stipendio e l’assicurazione sanitaria.

Tomasetti ha problemi personali: dopo la morte della moglie e delle figlie, che sono state brutalmente assassinate a Columbus, in seguito ad un indagine sotto copertura andata male, è devastato.

Cade in una profonda depressione, ha attacchi di ansia che lo paralizzano, il suo stato mentale è precario, passa due settimane in un ospedale psichiatrico, fa uso di farmaci e alcool.

Questo è il motivo per cui viene convocato nell’ufficio delle risorse umane, non ha superato il test antidroga.

I suoi superiori lo considerano un peso morto, un poliziotto fuori controllo, perché il suo passato e i suoi problemi lo rendono un rischio. Gli propongo il prepensionamento che rifiuta, non rimane che mandarlo nella contea di Painters Mill, da dove hanno ricevuto un RDA una “richiesta d’aiuto”. C’è un serial Killer.

Painters Mill è una cittadina di campagna dove convivono pacificamente amish e inglesi, la polizia locale è poca per il caso e il comandante è una donna inesperta.

Tomasetti accetta, sarà la sua fine o la sua rinascita.

Quando arriva conosce Kate Burkholder. Lei non è troppo contenta di questo affiancamento.

Col passare dei giorni tra i due nasce una forte relazione, professionale e personale, che evolve in ogni romanzo.

Un legame costruito sul rispetto reciproco e complementarità, e il desiderio di guarire insieme dalle proprie ferite, perché anche Kate ha un passato difficile che vuole nascondere.

Tomasetti è un quarantenne, intelligente, scrupoloso, riservato e perspicace, con una forte etica professionale e abilità empatiche che lo aiutano a connettersi con le vittime e sospettati. Una figura solida e amorevole, ma inconsapevolmente vulnerabile agli eventi dolorosi del suo passato, specialmente quando questi emergono attraverso i casi dove deve intervenire.

Nei libri emerge il tema della vendetta, ma Tomasetti rimane ancorato ad una linea molto sottile. Anche se chi ha fatto del male alla sua famiglia è stato scoperto e perseguitato dalla giustizia lui non si è mai vendicato, anche se probabilmente ha avuto la tentazione ha sempre scelto la strada della legalità. Questo trauma è e sarà sempre una ferita aperta che lo condiziona in tutto, sulle sue decisioni, il modo di lavorare e il suo modo di amare.

Tomasetti e Kate vanno a vivere insieme nelle città di Wooster in Ohio, in una fattoria su due ettari. La casa è antica con molti lavori da fare. Per il momento cercano di tenere nascosta la loro relazione, andrebbe contro le regole, ma la squadra di Kate sotto, sotto lo sa e fa finta di niente.

Insieme hanno affrontato casi difficili e hanno capito quanto contano l’uno per l’altra e nell’ultimo Kate ha finalmente accettato la sua proposta di…

Ora non mi rimane che aspettare i prossimi libri per scoprire gli sviluppi.

Di Giampa Ale Milia

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