La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: Il tredicenne Theodore Boon (John Grisham)
Puntata n. 100
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Il tredicenne Theodore Boone
Tredici anni, entusiasmo da vendere e una passione sfrenata per il diritto: Theodore Boone non è un ragazzo come gli altri. Figlio di due avvocati e cresciuto a pane e codice penale, gira per le vie (e i misteri) di Strattenburg in sella alla sua inseparabile bicicletta, dispensando consigli legali ai compagni di scuola e risolvendo grattacapi che metterebbero in crisi anche un penalista navigato.
Occhiali ben piantati sul naso, sguardo acuto e mente razionale, Theo non sogna di diventare avvocato: si comporta già come uno. Frequenta il tribunale come altri frequentano la sala giochi, conosce giudici, cancellieri e poliziotti per nome e non si tira mai indietro davanti a un caso intricato o a un’ingiustizia da sventare.
È un eroe a misura di lettore giovane: curioso, sveglio, onesto fino all’ossessione, capace di muoversi tra dilemmi morali e cavilli giuridici con sorprendente naturalezza. Ma sotto la toga metaforica, c’è un cuore adolescenziale: sogna, sbaglia, si infiamma per cause impossibili e crede fermamente che la legge – quella vera – debba servire la giustizia.
John Grisham, re del legal thriller per adulti, con questa serie abbassa l’età del lettore ma non la qualità: lo stile è diretto, fluido, avvincente, con trame che scorrono veloci tra aule di tribunale, scuole medie e indagini amatoriali. Theo Boone è l’avvocato in erba che tutti vorremmo avere come compagno di banco… o come difensore d’ufficio.
Di Vincenzo Anelli


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