La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: il Giornalista Viljar Ravn Gudmundsson e l’Ispettore Lotte Skeisvoll 

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: il Giornalista Viljar Ravn Gudmundsson e l’Ispettore Lotte Skeisvoll  (Geir Tangen)

 

Puntata n. 136

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Il Giornalista Viljar Ravn Gudmundsson e l’Ispettore Lotte Skeisvoll 

Protagonisti della trilogia nordica I delitti di Haugesund sono Viljar Ravn Gudmundsson e Lotte Skeisvoll che si troveranno ad indagare, direttamente o indirettamente sui delitti che verranno commessi nella cittadina di Haugesund, situata nella costa sud-occidentale della Norvegia, una coppia improbabile perché molto diversi sia come carattere che filosofia di vita ma diventeranno amici e legati indissolubilmente per i fatti che si troveranno ad affrontare insieme.
Viljar Ravn Gudmundsson è un giornalista diventato famoso grazie ad uno scoop su uno scandalo che coinvolge la sfera politica della Norvegia, ma causa un errore fatale nell’articolo pubblicato è tormentato dai sensi di colpa per non aver protetto la fonte che ha fatto una brutta fine; i sensi di colpa l’hanno portato ad una progressiva china discendente, ha ancora la sua scrivania al giornale ma è diventato l’ombra dell’uomo che era, svogliato, sciatto, disordinato, con un accanito bisogno di sigarette e prese di tabacco, dedito all’alcol, separato e con un figlio… Alexander al quale è molto affezionato, ma ha anche un cuore buono e a volte pecca di qualche ingenuità proprio per questo.

Un’email sul suo indirizzo personale che annuncia un omicidio (Requiem) lo porterà, suo malgrado, ad uscire dal bozzolo d’indifferenza che si è cucito addosso.
Lotte Skeisvoll ispettore capo della polizia di Haugesund, invece, ha una vita fatta di ordine, struttura, professionalità e non poco ossessiva-compulsiva, è una figura molto esperta e rispettata nella polizia di Haugesund, capace di cogliere dettagli che altri non notano, rimasta orfana di madre e padre causa un incidente ferroviario, le è rimasta solo la sorella… Anne, tossicodipendente e sempre nei guai ma alla quale è molto affezionata; al lavoro però i sentimentalismi non la riguardano, o si svolge il proprio lavoro o non lo si svolge, semplice, logico, lineare; non ha amici perché per lei i rapporti con gli altri le risultano complicati ma ha sempre il rispetto dei colleghi che la considerano come riferimento e la più adatta in situazioni particolari.

Per quanto perfetta e professionale anche lei si troverà a dover fare i conti con situazioni che la coinvolgeranno in prima persona facendole perdere il credo assoluto nei suoi principi, portandola ad una depressione che la porterà ad appoggiarsi sempre di più a Viljar, diventato la sua nemesi, tanto che un po’ per volta si troverà esclusa da compiti operativi ma anche se messa temporaneamente a lavorare con compiti da semplice poliziotto, vista la sua instabilità, la sua insopprimibile voglia di ordine e giustizia non potrà essere fermata da niente e nessuno.

Di Daniela De Vescovi

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