La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: il Commissario Vittorio Maspero (Fabrizio Carcano)
Puntata n. 131
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Il Commissario Vittorio Maspero
Sempre in bilico tra la luce del distintivo di commissario di Polizia e le ombre della vicinanza ai boss della mala milanese. La forte somiglianza con il coetaneo Alain Delon, gli occhi verdi, il carattere irrequieto, la febbre del gioco d’azzardo, puntando fortissimo quasi ogni notte in bische clandestine, l’insonnia combattuta con pasticche di stupefacenti, il whisky a correggere il caffè al mattino e il pacchetto di sigarette, solo le francesi Gitanes a carta gialla, che si esaurisce prima di sera. E’ il ritratto del commissario Vittorio Maspero, classe 1934, tormentato e affascinante protagonista della serie ‘poliziesca’, non solo gialla, ambientata nella Milano degli anni ‘settanta dallo scrittore milanese Fabrizio Carcano.
Autore di due serie di indubbio successo, entrambe con uno sbirro protagonista e ‘one man show’ al centro della trama: la serie contemporanea con il commissario Bruno Ardigò e quella di mezzo secolo fa con l’inquieto e controverso Maspero. Personaggio difficile da decifrare: milanese di origini pavesi, ex rugbista, investigatore di acume e talento frenato da una vita allo sbando, di eccessi. Lo aspetterebbe una casetta di famiglia sui colli pavesi dove vorrebbe ritirarsi per fare il contadino, ma Maspero trascorre e spreca i suoi anni migliori del ‘mezzo del cammin della sua vita’, in quella soglia tra i 35 e i 45 anni, inseguendo i primi serial killer dell’Italia repubblicana negli anni del terrore, tra lotte politiche e istituzioni deviate.
La figura del commissario Maspero – dirigente della sezione Omicidi della Questura di Milano, amico di infanzia del boss Frank Turturro, ospite in troppe notti brave delle sue bische, dei suoi night e dello sferiterio dove si scommette alla ‘pelota basca’ – esordisce ne ‘Il Mostro di Milano’, giallo che partendo dalla bomba di piazza Fontana racconta la vera storia del presunto assassino seriale che nei primi anni ‘70 avrebbe ucciso almeno undici donne sotto la Madonnina, per riapparire poi ne ‘I delitti dello Zodiaco’, ‘Il Killer dell’Apocalisse’ e nella prima parte di ‘Misteri ambrosiani’, libro a due tempi con una doppia indagine tra il 1977 e il 2021 condotta appunta dai due commissari di Carcano, nella prima parte Maspero e nella seconda Ardigò.
I due peraltro si incontrano in poche pagine nel finale de ‘Gli Angeli di Lucifero’, dove il 35enne Ardigò si reca a fare visita nella casetta sui colli pavesi al 75enne Maspero per avere informazioni su un cold case del 1976. Commissari diversi i due: Maspero nuota nel mare agitato di una Milano bagnata dalla pioggia sporca degli anni di Piombo, galleggia tra malavitosi di cui è amico e poteri forti ambigui, superando spesso il limite del consentito. Ad affiancarlo nelle sue indagini un officiale del Sant’Uffizio, un indagatore armato solo del crocifisso e di una devozione da inquisitore, padre Jadran, un sacerdote istriano freddo, forgiato nella pietra, che fa da contraltare ai troppi vizi di Maspero.
Tocca a questi due diversi investigatori, il commissario e l’officiale, inseguire il Mostro di Milano e il killer dello Zodiaco, quest’ultimo la versione romanzata del californiano The Zodiac, che nella fantasia dell’autore milanese diventerebbe poi il Mostro di Firenze…


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