La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: Il Commissario Serra (Giuliano Pasini)
Puntata n. 113
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Il commissario Serra, quello “ed fora”
Uscito dalla penna di Giuliano Pasini , il commissario Serra è un uomo travagliato che, dovunque vada nel suo inquieto peregrinare in piccoli paesi dell’Emilia- Romagna, è considerato e si sente uno “ed fora”, lo straniero cioè colui che non solo “appartiene ad un altro paese ma anche chi si sente estraneo in qualunque luogo, che si sente esule in un mondo in cui tutto è difficile”, e che per questo riesce a vedere quello che accade con un occhio particolare che nota piccoli dettagli dissonanti e riesce a mettere in subbuglio queste piccole realtà consolidate nelle loro abitudini.
Dai genitori, perduti quando aveva sedici anni, ha ereditato dal padre poliziotto una capacità di investigazione non comune e dalla madre, che sapeva cucinare benissimo, ha imparato a saper unire in vere e proprie creazioni gustosissime i diversi sapori degli ingredienti che si trova a manipolare in cucina, rivelando anche in questo caso una dote quasi unica e del tutto personale. Purtroppo dalla morte dei genitori -avvenuta, mentre tutta la famiglia era in viaggio nella loro auto, durante un agguato finalizzato a far fuori il padre che stava seguendo una delicata indagine, ed al quale Roberto è miracolosamente sopravvissuto- e dal conseguente trauma, Roberto porta dentro di sé, come una specie di maledizione, quasi un male oscuro che lui stesso definisce la “danza”, una specie di trance durante la quale vive momenti angosciosi che lo mettono in comunicazione con gli autori di fatti violenti e con lo strazio delle vittime.
Per diversi anni, all’inizio del suo lavoro di poliziotto, ha fatto parte del Nucleo speciale dell’Unità contro il crimine violento, un corpo di eccellenza che tuttavia non compariva negli organigrammi ufficiali della polizia; il nucleo era spesso incaricato di casi complessi e delicati che potevano essere risolti solo da chi era capace di muoversi fuori dagli schemi secondo un rigoroso approccio analitico, che poneva le capacità degli investigatori al centro delle indagini, prima delle risultanze scientifiche: la linea da seguire era che “ i delitti sono commessi da persone, bisogna entrare nella loro testa per capire cosa è successo è perché. Non c’è scienziato che tenga”.
Il nucleo operava sotto il comando di Augusto Bernini che per Roberto è stato una guida ed un maestro di metodologia investigativa ma che ha ricoperto anche il ruolo di “padre putativo”del giovane, che aveva preso in simpatia, nonostante si dimenticasse sempre di portarsi dietro l’arma , anche prima di scoprire di chi era figlio; a quest’uomo che durante una indagine aveva assistito alla trance indotta dalla “danza”, Roberto aveva raccontato tutto quello che gli era capitato , certo di venire esentato dal gruppo, ma Bernini gli aveva risposto che il nucleo aveva bisogno di persone in grado di capire cosa provano le vittime ed i loro carnefici, e che quindi Roberto costituiva una preziosa risorsa proprio perché lui quelle emozioni non solo le capiva ma addirittura le viveva.
Ma la danza, questa specie di maledizione che colpisce Roberto all’improvviso, anche se l’uomo con gli anni ha imparato spesso a tenerla sotto controllo, lo allontana spesso dalle persone che ama,per cui Roberto negli anni ha chiesto di essere assegnato ad attività tranquille, quasi marginali, in piccole realtà paesane dove va quasi a nascondersi. Ma il destino lo mette sempre di fronte ad omicidi, spesso di difficile soluzione, anche per un uomo sensibile ed abile investigatore quali egli è, e mettendolo spesso in contrasto con i suoi superiori avendo difficoltà a seguire le procedure e le regole imposte dal suo ruolo e spingendolo a comportarsi in maniera poco consona, da cane sciolto. Un uomo travagliato che nei cinque libri di Pasini che lo vedono protagonista impariamo ad amare proprio per la sua grande umanità.
Ecco qua i titoli:
- Venti corpi nella neve
- Io sono lo straniero
- Il fiume ti porta via
- É così che si muore
- L’estate dei morti
Di Ale Fortebraccio


Tratti simili al Commissario Ricciardi: il Fatto di quest’ultimo e la Danza di Serra presentano troppe analogie. Passo.