La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – Il Commissario Marco Manfrè (Marco Alberici)
Puntata n. 117
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Il Commissario Marco Manfrè
Il dottor Marco Manfrè è il neocommissario della squadra omicidi di Corso Buenos Aires a Milano. Un paio d’anni fa ha preso il posto del commissario Cotta, che è stato il suo mentore. Un’eredità difficile visto che il suo predecessore era molto stimato sia dai superiori che dai subalterni dei quali il Manfrè sa che deve conquistarne la fiducia.
Alcuni lo trovano un po’ burbero e prepotente anche se comprendono, alla soglia dei “quarant’anni”, la difficoltà di dovere rinunciare a una vita “normale” per dedicarsi alla professione di super poliziotto senza orari, senza una dimora stabile e soprattutto senza legami sentimentali.
Il Manfrè è un personaggio enigmatico. Scavare nel suo passato e definire la sua personalità è quasi impossibile. Una cosa è però certa. Con il susseguirsi delle indagini il suo intuito e la sua abnegazione, oltre a guidarlo nella direzione giusta, gli permette di ottenere la fiducia e la dedizione dei suoi uomini.
Il suo lavoro lo spreme e la gratifica per un successo conquistato sul campo è sempre così effimera da lasciargli in bocca un perenne gusto amaro. Ciò nonostante, la sua determinazione lo porta a non mollare mai. A ogni indagine combatte dall’inizio alla fine perché è lungi da lui l’intenzione di macchiare il suo curriculum con un cold case.
La sua vita non è tutta rose e fiori e il dottor Manfrè non si impegna nemmeno tanto nel farla sembrare tale. Lui è un solitario pentito. Quando esce dal portone di Corso Buenos Aires e, per una manciata di ore, tenta di riprendere le sembianze psicofisiche di un privato cittadino, percepisce la mancanza di una vita comune fatta di piccole cose. Consapevole che lui e soltanto lui ha scelto quella strada, un mestiere che non accetta compromessi, il desiderio di trasgredire spesso lo tenta e in alcuni casi riesce ad avere la meglio.
La Redazione





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