La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga: il commissario Bruno Ardigò e il giornalista Federico Malerba – La strana coppia dei noir milanesi (Fabrizio Carcano)
Puntata n. 137
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L’amicizia tra Ardigò e Malerba, anche se lavorano su fronti diversi, è un’amicizia salda iniziata nel periodo che li trova entrambi studenti liceali e alla facoltà di giurisprudenza poi; come due caratteri diversi, agli antipodi, come quelli dello “spartano” Bruno e “dell’ateniese” Federico avessero potuto instaurare una così solida amicizia, ormai più che ventennale, è davvero sorprendente; ne è passata di acqua sotto i ponti, anni di lavoro, carriere, indagini, articoli, donne, case e tutto quanto la vita regala tra i 18 e i 37 anni a un ragazzo nato per fare il poliziotto che diventa vicequestore e a un amico che a vent’anni si inventa cronista e arriva allo status di inviato.
Il carattere dei due amici è agli antipodi, il commissario Bruno Ardigò è un poliziotto dall’aria antipatica e fredda, con occhi neri che sembrano bruciare, come se fossero alimentati da un inspiegabile fuoco interiore, un tipo dai modi abbastanza irritanti, per niente semplice, freddo e scostante, solitario, le relazioni con l’altro sesso sono senza sentimenti profondi, l’unico essere che diventerà stabile nella sua vita solitaria sarà un cane emaciato e quasi cieco; vive in un piccolo appartamento parzialmente ammobiliato rischiarato da lampadine nude, scatoloni ancora da aprire da quando si è trasferito, ormai da anni, dalla Valtellina a Milano; è dipendente cronico da caffeina e nicotina, eppure per un inspiegabile paradosso odia avere i vestiti o l’alito impregnati di caffè o tabacco, per questo divora le sigarette quasi sempre appoggiato ai davanzali delle finestre, spalancate anche d’inverno, indispensabile un ricambio in ufficio e appena può un’energica spazzolata ai denti.
Federico Malerba invece, oltre che essere intelligente come l’amico, per contrasto è loquace, ironico, estroverso, un giornalista in carriera che si occupa di nera, tuttavia pecca di quella concretezza e solidità caratteriale che dovrebbe contraddistinguere un uomo maturo, infatti gli piace crogiolarsi sotto il sole fatuo della celebrità mediatica, fare indigestione di scoop e prime pagine, di pacche sulle spalle e complimenti dalla sua vasta platea di lettori-adulatori ma la conoscenza con una splendida legale farà scoprire a Federico che nella vita ci sono cose più importanti da anteporre alla gloria fugacissima di una comparsata in tivù a pontificare su un delitto.
Indagano sui delitti partendo, ovviamente, da punti diversi ma un po’ per le poche informazioni da parte di Ardigò al giornalista e il giornalista pubblicando anche mere ipotesi, con la caparbietà che contraddistingue tutti e due, alla fine riescono a venirne a capo e risolvere i casi che da subito si rivelano sempre complicatissimi.
I romanzi noir di Fabrizio Carcano, scrittore e giornalista, sono carini e interessanti, infarciti di misteri, storia, arte, leggende e credenze popolari peculiari di Milano e il suo interland, peccato che il tanto amore dello scrittore per la sua Milano gli prenda la mano con l’infinita toponomastica troppo presente nella trama e per chi, come me, a Milano c’è stato un paio di volte o per niente, la lettura a tratti diventa poco fluida, comunque li consiglio a chi ama il genere è assolutamente a chi conosce la città che chissà, magari, potrebbe scoprire angolini sconosciuti.
Di Daniela De Vescovi
I Libri sono tutti editi da Mursia Editore:
-Gli Angeli di Lucifero (2011)
-La tela dell’eretico (2012)
-Mala tempora (2014)
-L’erba cattiva (2015)
-In nome del male (2018)
-Il codice di Giuda (2018)
-Milano Assassina (2019)
-Nemesi Nera (2019)
-Il cacciatore di Caino (2020)
-La notte del diavolo (2020)
-Misteri ambrosiani (2021)
-La quinta carta (2023)


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