LA MOSSA GIUSTA, di Enrico Franceschini (Baldini+Castoldi – giugno 2024)

Recensione 1
Odessa, 1918, un gruppo di uomini e di fronte a un plotone di esecuzione, e tra questi si trova Ossip Bernstein. Poco prima che sia dato l’ordine di sparare, però, un ufficiale sembra riconoscere in lui un celebre campione di scacchi e lo sfida a dimostrare la propria identità in una partita. Questo è solo l’inizio della lunga odissea di Ossip, ebreo ucraino, brillante avvocato d’affari e rinomato scacchista, un viaggio che dell’Ucraina durante la rivoluzione rossa lo porterà ad attraversare i principali eventi storici che affliggeranno il mondo fino al secondo dopoguerra, come un moderno “ebreo errante”.
Partendo dalle notizie biografiche sul celebre campione, compreso l’episodio della partita a scacchi per salvarsi dall’esecuzione, Enrico Franceschini realizza un meraviglioso quanto impietoso ritratto storico del mondo tra la fine dell’800 e i primi anni 60: gli spostamenti di Ossip spesso avvengono in parallelo ai grandi eventi che hanno colpito l’Europa e non solo e spesso vi si intrecciano, e lungo i suoi soggiorni incontriamo i personaggi più disparati, dall’antisemita francese Louis Ferdinand ai pittori spagnoli Pablo e Salvador (vi dicono niente questi tre nomi?), in una sorta di gioco per il lettore nello scoprire quante identità illustri si celano in queste pagine.
Una biografia romanzata, dove gli incontri di cui sopra magari non sono mai avvenuti ma risultano plausibili, e allo stesso tempo un grande romanzo storico, molto didattico a suo modo per comprendere come certi fenomeni attuali siano frutto di dinamiche molto più complesse. Non secondaria la prosa semplice e la narrazione leggera ma precisa, senza inutili prolissità ma anzi molto avvincente. Un libro da leggere assolutamente, Un piccolo capolavoro di narrativa moderna e un’occasione per riscoprire quanto può essere appassionante nella sia complessità la Storia.
Recensione di Enrico Spinelli
Recensione 2
Con “La Mossa giusta” Enrico Franceschini si é superato. Lasciate le scorribande dei goliardici ed il Mura ( giornalista un po’ investigatore ed inseguitore di gonnelle !), di Cesenatico, con Ossip Bernstein, personaggio chiave di La mossa giusta, campione di scacchi che applica la disciplina degli scacchi alla vita quotidiana e ne fa una sua filosofia nel periplo attraverso vari stati in cui si stabilisce per sopravvivere alla ” cacciata ” di un ebreo-ucraino dai luoghi dove é nato, vissuto ed educato, ha riportato il giallo ad un livello superiore. Storia, politica, trama romanzata di un personaggio notevole.
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Ha fatto rivivere passaggi storici che hanno disegnato la nostra vita, alcuni ahimè hanno segnato scissioni e ferite che ancora oggi non sono state rimarginate o curate. Ho apprezzato molto il “ passaggio” parigino dove ha saputo descrivere bene l’ambiente del periodo ed un tributo perfino a Céline oltre che Picasso, Dalí, Baker .. Petain, Clichy..fino ad arrivare a Gorbacev. Ha potuto riassumere la questione Israelo-palestinese che ci porta ai giorni nostri come pure la questione Russa-Ucraina. Che dire di più? Un gran romanzo che aiuta a capire o ricordare cosa è stato il nostro passato e cosa potrebbe essere il presente. Il futuro forse ce lo racconterà un po’ più avanti..A tratti si potrebbe paragonare Enrico Franceschini a Pierre Lemaitre e la sua trilogia fino al Gran mondo. Il suo essere giornalista e conoscitore del nostro mondo e costumi è tutto racchiuso in questo romanzo.
Recensione di Paolo Pizzimenti
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