LA MOSSA DEL GRANCHIO Sandrone Dazieri

LA MOSSA DEL GRANCHIO, di Sandrone Dazieri (Rizzoli – aprile 2026)

Con La mossa del granchio, Sandrone Dazieri conferma ancora una volta la sua statura di autore ormai riconosciuto da un pubblico vasto, nazionale e internazionale. La sua scrittura mantiene quella qualità che lo contraddistingue: elegante senza essere compiaciuta, rapida ma mai superficiale, capace di trascinare il lettore in un vortice narrativo che richiede attenzione, perché nulla è gratuito e ogni dettaglio è un indizio.

Dazieri costruisce un romanzo che vive di stratificazioni: la trama procede come un passo laterale, proprio come il movimento del granchio, e il lettore deve seguirla con cura per coglierne le traiettorie nascoste. È un noir che non concede distrazioni: la complessità è parte integrante del piacere della lettura.

Al centro della storia ritroviamo una delle coppie più originali del panorama italiano: Colomba Caselli e Dante Torre. Due personaggi che non potrebbero essere più diversi, e proprio per questo complementari. Colomba, razionale, ferita, determinata. Dante, geniale, fragile, segnato da un passato che continua a reclamare spazio. In questo romanzo la loro relazione professionale e umana raggiunge una maturità nuova, fatta di fiducia, conflitto, dipendenza reciproca e un affetto che non osa mai dirsi fino in fondo.

La loro indagine è un percorso accidentato, quasi impossibile: risalire ai colpevoli significa attraversare un territorio oscuro fatto di servizi segreti deviati, sette, manipolazioni, depistaggi, in cui ogni verità è mascherata e ogni passo avanti sembra generare due passi indietro. Dazieri è abilissimo nel rendere questa difficoltà palpabile, trasformando la ricerca della verità in una lotta contro un sistema che non vuole essere smascherato.

Il romanzo trova uno dei suoi momenti più intensi nella confessione di Dante, che finalmente ammette l’amore che prova per Colomba. È una dichiarazione che arriva tardi, forse troppo tardi, perché Colomba sta per sposare Glenn Martinez. Eppure, in quella confessione c’è una sincerità che non chiede nulla, che accetta la perdita come parte inevitabile della vita. Colomba, dal canto suo, non smette di amare Dante: lo fa a modo suo, con quella discrezione che la caratterizza, con un sentimento che non cerca definizioni.

Il finale lascia volutamente sospesi: Colomba si trasferirà a Parigi, e il lettore resta con il dubbio — affascinante, irrisolto — se la coppia continuerà a collaborare, se i loro destini torneranno a incrociarsi, se quel legame così profondo saprà resistere alla distanza e alle scelte compiute.

La mossa del granchio è un romanzo che conferma la forza narrativa di Dazieri: complesso, coinvolgente, emotivamente denso. Un noir che non si limita a intrattenere, ma che scava nei personaggi e nelle loro ombre, lasciando il lettore con la sensazione di aver attraversato un territorio umano fragile, vero, indimenticabile.

Recensione di Paolo Pizzimenti

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