LA MAGIA DEI MOMENTI NO Alison Espach

LA MAGIA DEI MOMENTI NO, di Alison Espach (Bollati Boringhieri – ottobre 2024)

Sarebbe molto facile liquidare questo libro con poche parole: una favola un po’ troppo americana. Ma, secondo me, sarebbe superficiale e riduttivo. Ora vi racconto perché.

Come accade per i grandi classici delle commedie romantiche, anche nella letteratura esistono opere che si posizionano come perfetti comfort book. Sono storie leggere, intrise di una luce speciale, che ti avvolgono in una bolla accogliente e ti regalano semplicemente il piacere della lettura.
Questo romanzo di Alison Espach rientra perfettamente in questa categoria.

Sicuramente non è una pietra miliare della letteratura, ma penso che il suo valore risieda nella capacità di farti stare bene. Le vite dei personaggi si intrecciano in storie di dolore, solitudine e, a volte, d’amore: sono storie quotidiane, che però ti avvolgono in quell’abbraccio di cui avevi bisogno proprio nel momento in cui hai scelto di aprire il libro.

La narrazione procede spedita: un fluire rapido ma non superficiale di pensieri, riflessioni e avvenimenti che coinvolge chi legge e impone un ritmo sostenuto. Non c’è un attimo di “stanca” in queste pagine; tutto ha un ruolo essenziale e ti fa vivere la storia.
Una storia, a dire il vero, non troppo originale.

Ci sono un matrimonio, una professoressa universitaria di inglese a contratto, un vedovo e sua figlia Juice, una giovane e ricchissima ereditiera con una madre che non può bere la sera, un turbinio di damigelle, un marito in cerca di perdono e tanti parenti ingombranti e brontoloni.
E non dimentichiamo che ci troviamo a Newport, nel più lussuoso hotel della costa, il Cornwell, dove puoi trovare tutto ciò che sognavi e forse anche qualcosa in più: arredi d’epoca, sculture in ogni stanza, uomini in uniforme bordeaux pronti a scattare sull’attenti, Jacuzzi a ogni angolo, fiumi di chiacchiere e champagne e… 150 sorbetti al limone che non possono andare sprecati.

Gli ingredienti ve li ho detti: sta a voi metterli nel giusto ordine o magari usarli per inventare una storia tutta vostra.
Ma, a guardar bene – e in questo l’autrice è maestra – ci sono anche solitudine, tradimenti, paura di sbagliare, consapevolezza di poter essere migliori, voglia di scappare, desiderio di rimettere sé stessi al centro e progettare qualcosa che possa traghettarti verso un mondo nuovo.
Insomma, Espach ha un’attenzione speciale per l’animo umano e le sue fragilità, e ci regala la speranza che il domani possa essere migliore, che proprio dietro l’angolo ci sia qualcosa o qualcuno pronto a cambiarci la vita.

Della stessa autrice avevo letto Appunti sulla tua improvvisa scomparsa e Questi adulti, che mi erano piaciuti molto ma non mi avevano regalato quella sensazione di caldo abbraccio: piuttosto mi avevano spinta a riflessioni importanti e profonde sul lutto e sulla società contemporanea.

Questo, invece, è il suo romanzo più leggero e, forse proprio per questo, il più confortante. La magia dei momenti noriesce a bilanciare la superficialità apparente dell’ambientazione lussuosa (tra champagne e sorbetti al limone) con l’autenticità dei drammi interiori, dimostrando che la vera magia sta nel trovare la luce anche nelle giornate più “no”.
È un inno sussurrato alla resilienza, una lettura perfetta per ricaricare le batterie emotive senza rinunciare alla qualità di una scrittura curata e scorrevole.

 

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