LA LUCE DEL PRIMO MATTINO, di Franco Faggiani (Fazi – marzo 2026)

“A Mulazzo, Montereggio, Pontremoli, Catizzola, Parana, e in altri paesi qui intorno ormai è considerato un mestiere quasi comune, molte famiglie ci hanno già fatto fortuna. I Giovannacci, i Lazzerelli, i Tarantola, per dire. E i Ghelfi e i Maucci, poi, che sono andati fino nell’America del Sud e hanno sempre fatto ottimi affari. E poi tanti altri, che sono partiti con la gerla e sono finiti anche loro lontano, in paesi come la Francia, o in città come Venezia. (…)
E poi c’è stato chi ha aperto una stamperia, così i libri se li poteva fare da solo e non doveva perdere tempo per andare a comprarli altrove. (…) sotto un portico riparato, vicino a una piazza dove si faceva mercato tutti i giorni; oppure dove c’era una chiesa o una scuola … Qualcuno, conquistata la posizione, aveva pure affittato un bugigattolo o aperto un piccolo magazzino per chiuderci dentro i libri la sera e non doverseli sempre portare dietro.”
L’ultimo libro di Franco Faggiani si apre a Montereggio, in Lunigiana, sul finire dell’Ottocento. La protagonista è una donna di nome Andina, che, rimasta vedova da poco, si trova a dover far fronte al sostentamento del figlio Lando e a tutte le necessità della vita. Di mestiere fa la contadina, ma, dopo aver sentito dire che in alcuni borghi vicini ci sono dei paesani che, per arrotondare le magre entrate, riempiono le gerle di libri e si spostano nelle grandi città, valicando gli Appennini per venderli, decide di tentare la sorte. Arrivata l’estate, un giorno, Andina e Lando partono con il proprio carico sulle spalle, ma non saranno soli nella loro avventura, perché incontreranno Stella, madre di sei figli, anche lei ambulante per necessità. Si sposteranno fino a Genova, dove esporranno i propri libri su una bancarella sotto un portico, formando un sodalizio che resisterà negli anni alle difficoltà e ai cambiamenti.
Con questa vicenda, Franco Faggiani ha voluto celebrare le origini e la storia dei primi librai ambulanti della Lunigiana, in origine contadini, boscaioli, pastori analfabeti, i cui cognomi esistono ancora nelle librerie che hanno aperto, storiche librerie (ne resistono ancora una dozzina in Italia) i cui proprietari sono i discendenti e gli eredi di quei primi librai ambulanti.
“La gente non si china? E allora noi alziamo i libri alla loro altezza! (…) Costruiamo una bancarella, dove possono anche toccare i libri più belli.”
Una curiosità: il prestigioso Premio Bancarella nasce proprio da un accordo tra quei librai che, assieme ad alcuni scrittori e autorità, nel 1952 a Pontremoli, hanno istituito il premio letterario che ancora oggi viene assegnato, ogni anno nel mese di luglio, ad un autore meritevole. Il primo vincitore, nell’anno 1953, fu Hemingway con “Il vecchio e il mare” … da allora il Bancarella ha continuato ininterrottamente lungo la strada intrapresa.
Recensione di Valentina Ferrari


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