LA FIGLIA PIÙ AMATA Carla Maria Russo

LA FIGLIA PIÙ AMATA, di Carla Maria Russo (Piemme)

Carla Maria Russo torna a raccontare Firenze con questo romanzo storico ambientato tra il 1530 e il 1570, questi sono gli anni in cui la parabola discendente della famiglia Medici, come di molte altre famiglie regnanti nei vari principati o ducati, sta per concludersi. L’Italia, in quegli anni si stava trasformando in terra di conquista per Francia e Spagna che cercano di accaparrarsi le città più importanti. Per i piccoli e grandi signori d’Italia era venuto il momento di schierarsi per l’una o per l’altra e guai a sbagliare schieramento!

Fino al tardo Rinascimento, i Medici, Cosimo primo e poi Lorenzo il Magnifico, ricchi banchieri, avevano fatto grande Firenze e la Toscana, erano tanto ricchi da prestare soldi ai regnanti di mezza Europa e avevano investito molto denaro in arte e cultura facendo di Firenze la città più bella e colta d’Europa.

Il Cosimo di cui si racconta nel testo è il figlio di un ramo cadetto della famiglia Medici che ha amministrato saggiamente la città ma non è il vero protagonista della storia, i veri protagonisti sono i figli di Cosimo ma soprattutto le giovani figlie che Cosimo ha amato tantissimo, in special modo la bella, brillante Isabella.

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Eppure Cosimo è stato la causa della rovina della sua famiglia, ha preferito valorizzare la figlia Isabella a scapito delle altre, ha trascurato completamente i maschi che considerava inetti compreso il maggiore, futuro granduca. Con questa disparità di trattamento ha seminato, senza volerlo, tra loro il seme dell’odio e dell’invidia, il suo amore viscerale per Isabella ha portato a tutti dolore e tragedia. Il questo ambiente le figlie sono state, comunque e secondo la tradizione, merce di scambio per la politica attraverso matrimoni combinati, sotto questo aspetto anche la bella Isabella è stata indotta ad un matrimonio combinato perché Cosimo egoisticamente ha scelto per lei un uomo ricattabile allo scopo di trattenerla a Firenze. I figli maschi sono balordi o calcolatori, avendo un padre forte soffrono il confronto con la brillante sorella e covano desideri di vendetta. L’attualità del testo sta proprio nella situazione delle donne che una volta ingabbiate in matrimoni terribili non riescono più ad uscirne non solo per le implicazioni politiche e sociali ma perché mancano a loro i mezzi economici per affermare la loro libertà, mezzi riservati per diritto ai soli figli maschi

Recensione di Patrizia Franchina

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