LA FIGLIA Clara Usòn

LA FIGLIA, di Clara Usòn (Sellerio Editore)

Ana Mladic, figlia adorata del “boia dei Balcani” Ratko Mladic, si toglie la vita con un colpo di pistola alla testa nel 1994, usando la Zastava appartenente alla collezione del padre. Quella stessa arma con la quale il padre avrebbe voluto festeggiare la nascita di un nipote, che Ana gli avrebbe dovuto dare dopo aver concluso i suoi promettenti studi di medicina e aver sposato un uomo degno di lei. Già tutto deciso, nella vita di una giovane donna, brillante e attraente, cresciuta nella convinzione che il padre fosse un eroe e che le accuse tremende che gli venivano mosse fossero create ad arte dai suoi nemici.

E allora, perché uccidersi? Cosa si è inceppato nel cuore e nell’anima di una ragazza che ha sempre difeso suo padre malgrado tutto, che ha saputo ignorare i mormorii al suo passaggio, la diffidenza dei colleghi all’università, l’aperta ostilità di tanti?

Clara Usòn immagina la lenta, terribile presa di coscienza della verità sul padre. Un viaggio in Russia con alcuni amici, la morte in guerra di un ex fidanzato, i diari segreti del padre: il castello di bugie in cui è cresciuta si sgretola e poi crolla. Un macigno che la schiaccia.
Quando sono ben fatti, i libri che raccontano la Storia usando il pretesto di un romanzo mi sono sempre sembrati una risorsa. In generale non mi aspetto particolare approfondimento, meno che mai completezza, ma una onesta documentazione e una certa obiettività.
In questo caso il racconto degli ultimi anni di vita di Ana serve per ricordarci quanta violenza spietata, quante morti, quanto orrore hanno devastato l’ex Jugoslavia negli anni ’90. Una guerra dietro casa, sotto gli occhi di tutti, sotto i miei occhi, che in quegli anni andavo all’università! Di cui però, con molto disagio, ricordo solo tanta confusione.

Recensione di Elena Gerla

LA FIGLIA Clara Usòn

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