LA FELICITÀ NEI GIORNI DI PIOGGIA, di Imogen Clark (Pienogiorno – marzo – 2025)

Quando ho letto il titolo di questo romanzo mi è venuto in mente l’odore caratteristico della pioggia che cade a terra dopo giorni di sole e che ha il nome di petricore. È una sensazione olfattiva che sale alle narici e che ha il sentore di oli vegetali sprigionato dalle piante e dalla geosmina, una sostanza terrosa prodotta dai batteri nel terreno.
Un mix di percezioni che ho percepito leggendo questo libro gradevole e pieno di buoni sentimenti.
Quando si pensa alla pioggia tale può essere associata a momenti tristi, malinconici, difficili, grigi, ma la pioggia può essere anche la metafora del cambiamento, della rinascita, del cambiare pelle, una sorta di purificazione che ci trasforma. È a partire da questa considerazione che ho interpretato la storia narrata che ci catapulta nell’ambiente universitario inglese; unisce la vita di quattro personaggi che si ritroveranno anni dopo a risolvere un “problema” che li metterà in discussione e a fare i conti con il proprio passato. E così i giorni di pioggia arrivano, difficoltà e riflessioni profonde, perché è in un certo senso facile vivere quando splende il sole, quando sembra filare tutto liscio ma è invece in quel cielo grigio e carico di pioggia che occorre rimboccarsi le maniche e rendersi davvero protagonisti della propria vita.
Questo è ciò che tenta di fare Romany, diciottenne che subisce un lutto e riceve in eredità “la cura” di Tiger, Leon, Maggie e Hope.
Un romanzo che sprigiona emozioni, invita a vivere con intensità nei giorni meno facili, fare gruppo, scudo contro le difficoltà.
I personaggi sono ben delineati, in un quadro di virtù e qualche vizio.
Relazioni umane che si amplificano e portano sorrisi ed emozioni nuove.
La narrazione prosegue sempre fluida e scorrevole.
Forse quello che non ho percepito completamente è in coinvolgimento emotivo per certe scelte scontate che hanno banalizzato certi eventi importanti.
Comunque una buona lettura ricca di buoni sentimenti.
Recensione di Elisabetta Baldini


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