La fata carabina Daniel Pennac

La fata carabina, di Daniel Pennac (Feltrinelli)

Secondo capitolo della saga di Malaussène — e forse uno dei più intensi.

Siamo di nuovo a Belleville, il quartiere parigino pieno di vita, storie e contraddizioni. Benjamin Malaussène è sempre lì, con la sua assurda professione di capro espiatorio e la sua strampalata famiglia a carico: bambini geniali, una madre sempre innamorata e in partenza, e una realtà che scivola continuamente tra comico e tragico.

In La fata carabina, Pennac alza l’asticella: il tono resta leggero, ma i temi si fanno più profondi. In mezzo a una serie di delitti misteriosi, il romanzo tocca l’emarginazione, la vecchiaia, l’identità — sempre con affetto e senza moralismi.

E sì, c’è davvero una vecchietta armata. Ma c’è anche tanta umanità.

Un romanzo che riesce a far convivere ironia e poesia in un equilibrio raro, raccontando il mondo con uno sguardo insieme tenero e lucido. I personaggi ci entrano dentro, restano con noi. E fanno parte di una saga unica, iniziata con Il paradiso degli orchi, che continua a sorprendere e a commuovere a ogni pagina.

Recensione di Karin Zaghi

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