LA CATTIVA STRADA Sèbastien Japrisot

LA CATTIVA STRADA Sèbastien Japrisot

LA CATTIVA STRADA, di Sèbastien Japrisot

 

Nella Francia occupata dai Nazisti un adolescente si innamora, ricambiato, di una suora che ha quasi il doppio dei suoi anni. La relazione provoca un ovvio scandalo.

Qual è la cattiva strada? Come la si riconosce? E che succede se è l’unica strada per la felicità? Queste le domande che suscita la lettura di questo romanzo che trasuda erotismo pur nel suo modo estremamente pudico di raccontare la passione e descrive la scoperta dell’amore, della felicità da parte dei protagonisti e la loro personale guerra contro la morale e l’ipocrisia: la liberazione dei sentimenti e dei freni inibitori va di pari passo col risveglio politico del paese che a sua volta si libera dall’invasore.

Nel raccontare l’amore, volutamente estremizzato, tra un ragazzino e una suora l’autore mira non solo a suscitare i dibattito sulla liceità o meno di questo amore ma universalizza la domanda, fino a sfiorare l’ambito della disputa religiosa, sfidando il lettore non a giudicare i due protagonisti o l’ambiente che li circonda, ma a riflettere su domande eterne che rimangono, anche in questo caso, eternamente senza risposta. La caratterizzazione psicologica dei due protagonisti, inoltre, non è quella degli amanti dannati ma semplicemente di due ragazzi che si innamorano per la prima volta, portando il lettore più esperto a rivivere con loro i primi batticuori, ma anche a sorridere di certe ingenui uscite melodrammatiche.

La prosa del romanzo è misurata, coinvolgente senza eccedere e vibrante di emozioni che entrano profondamente nell’animo, risultando una bella prova di scrittura e rendendo questo libro davvero interessante, un gioiellino che meriterebbe maggior fortuna presso i lettori curiosi e più aperti.

Recensione di Valentina Leoni
LA CATTIVA STRADA Sèbastien Japrisot

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