IT ENDS WITH US, di Colleen Hoover (Sperling & Cupfer)

A tutta prima può sembrare un qualsiasi romanzetto d’amore. A rafforzare questa impressione contribuiscono la copertina rosa, un po’ anonima, e una scrittura dal registro colloquiale che rende la lettura veloce e godibilissima, quasi invitando a un approccio superficiale e poco riflessivo.
Ma un lettore più attento legge fra le righe, e allora questo libro si trasforma in qualcos’altro: una riflessione condivisa e sofferta su una realtà che non è poi così lontana né estranea. La violenza che quotidianamente riempie le pagine dei giornali sembra sempre riguardare qualcun altro, ma sappiamo bene che non è così.
L’autrice ha il coraggio e la forza di condividere un vissuto personale con un duplice scopo: elaborarlo e offrire un sostegno a chi attraversa le sue stesse sofferenze. Spesso dimentichiamo che la violenza perpetrata da un uomo sulla propria compagna coinvolge anche altre persone: i figli. Testimoni involontari di conflitti, sottomissione e dolore, portano con sé un’esperienza che non solo non li abbandonerà mai, ma che li modellerà intimamente nel modo di vivere le relazioni.
Ne emerge un libro profondo, ricco di riflessioni psicologiche sulla dinamica vittima-carnefice, legati — ahimè — da un rapporto che chiamiamo amore (se così si può definire).
Conosciamo Lily Bloom sul tetto di un grattacielo di Boston: è notte e cerca di mettere ordine nei suoi pensieri sotto un cielo stellato. È giovane, bella, appena laureata. Sta cercando la propria strada e sta tentando di smaltire dolore e rabbia. Qualcosa è accaduto nei giorni precedenti e lei non è stata all’altezza delle aspettative altrui. A volte, si sa, essere se stessi richiede una forza quasi sovrumana.
Su quel tetto, però, c’è qualcun altro: Ryle Kincaid, l’uomo che darà una svolta decisiva alla sua vita.
Poco a poco impariamo a conoscere la protagonista e non possiamo che affezionarci a lei: dolce, generosa, disperatamente sola, segnata da un’infanzia difficile.
Interessante l’uso dei flashback: durante un trasloco Lily ritrova i suoi vecchi diari e, rileggendoli, ci permette di entrare nel suo passato. È lì che incontriamo il suo primo grande amore, Atlas Corrigan, presenza fondamentale nella sua formazione affettiva. Un amore giovanile, ma già maturo e profondissimo.
Ieri e oggi si intrecciano. Gioia e dolore fanno battere e spezzare il suo cuore, assetato soltanto di autenticità e pace.
La vicenda è articolata e ben condotta: una lettura scorrevole che riesce a veicolare contenuti importanti senza mai risultare pesante. Ed è proprio questa leggerezza apparente a renderla, in fondo, ancora più incisiva.
Recensione di Gabriella Calvi


Commenta per primo