IN NOME DI IPAZIA. Riflessioni sul destino femminile, di Dacia Maraini (Solferino)

Trovo vergognoso che, di fronte a un caso di ricatto e violenza sessuale, anziché cercare di osservare il molestatore per giudicarlo e se necessario punirlo, ci si metta a fare le pulci sulla molestata, puntando sull’idea antichissima che la colpa di ogni cosa si ritrova in quella creatura fragile e pericolosa, incapace di governarsi, e perciò incontrollabile che abita in un giovane corpo femminile.
Non servono presentazioni per Dacia Maraini.
La seguo da anni, la ascolto volentieri ma devo ammettere di non averla letta come merita. Ho lacune che devo colmare al più presto.
Comincio con il dire che divoro questo libro perché a breve la conoscerò personalmente perché presenteremo questo libro nel mio comune.
Di lei puntualmente mi colpisce la lucidità, la profondità e la passione.
Questo libro lo testimonianza, perché raccoglie i suoi articoli più significativi sul mondo femminile, scritti in anni diversi, dal 1964 fino ai giorni nostri, ma tutti legati da un filo comune: l’attenzione, viva e costante, al destino delle donne.
Rileggerli tutti insieme è stata un’esperienza diversa dal solito. Perché leggerli uno dopo l’altro ti ha dato una visione d’insieme potente e chiara di quanto (poco) sia cambiato e di quanto ci sia ancora da fare…
Sì, qualcosa si muove, è vero. Ma non basta.
Questa visione mi ha permesso di maturare la certezza che come madre ho molto da fare sia con la figlia femmina che con il maschio.
Spetta a me aprire gli occhi e dar loro più informazioni possibili per renderli pensanti e capaci di discernere, sempre.
Questo è un libro che va letto ai giovani e alle giovani, ai figli e alle figlie, ai ragazzi e alle ragazze, agli uomini. A tutti.
In questa lunga riflessione al femminile, Maraini parte rievocando la figura di Ipazia (Alessandria d’Egitto, 355 – marzo 415) matematica, astronoma e filosofa greca antica, rappresentante della filosofia neo-platonica, una donna unica e preziosa. Una donna che è stata uccisa da parte di una folla di cristiani fanatici in tumulto, i Parabolani.
Una donna che ci ispira…che ci dovrebbe ispirare.
Parte da lontano per poi arrivare ai giorni nostri, arrivando alle coraggiose ragazze iraniane che si tolgono il velo rischiando di essere arrestate.
Pagina dopo pagina si respira cultura e grande passione per la libertà.
È un libro che risveglia, scuote, fa riflettere.
Consiglio davvero questo libro.
Per riflettere, per capire, per non dimenticare.


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