IL TUNNEL Abraham B. Yehoshua

IL TUNNEL, di Abraham B. Yehoshua (Einaudi)

Protagonista del romanzo è l’ingegner Luria, settantatreenne in pensione che ha lavorato in Israele a grandi infrastrutture e che fra le altre cose ha progettato i tunnel dell’unica autostrada del paese. Luria si accorge che la sua memoria si fa incerta: dimentica nomi, volti, luoghi… episodi non molto gravi, ma, quando dall’asilo del nipotino sta per tornare a casa con un altro bimbo, con la moglie, Dina, decisero di consultare un neurologo.

Dopo l’anamnesi familiare, personale e la lettura della risonanza arriva la diagnosi: atrofia del lobo frontale e lieve degenerazione neuronale. Molte le preoccupazioni, domande e i consigli, tra cui : Impegnarsi in un impiego part-time. Ed è cosi che, grazie ancora a Dina ma, soprattutto, al bel ricordo che aveva lasciato di lui, Luria si ritroverà insieme a Maimoni, l’ingegnere che l’ha sostituito, a costruire una strada militare nel deserto del Negev, che deve passare vicino a un sito archeologico, a famiglie palestinesi e comunità beduine “fuori registro”. Anche in questo romanzo Yehoshua usa tanti simboli e metafore e così”l’ultimo progetto” di Luria non è un’infrastruttura esterna, ma un lavoro interiore, un viaggio nella demenza incipiente: un percorso oscuro, dove i ricordi si smarriscono .Come la mente di Luria, anche la storia del suo popolo vive dentro un tunnel senza luce chiara: tra memoria e oblio, tra conflitto e ricerca di convivenza. Il passato, anche se dimenticato o rimosso, continua a vivere nel presente nelle famiglie, nei luoghi, nelle identità.

Emblematico l’incontro con Ayalà/Hanadi

Lei porta due identità (israeliana/palestinese, Ayala/Hanadi) che non possono convivere alla luce del sole.Vive “nel buio” di una doppia appartenenza, esattamente come in un tunnel: non è ancora arrivata a un’uscita chiara, e deve restare in uno spazio intermedio.

Mentre Luria attraversa il tunnel della memoria che si perde, Ayala/Hanadi attraversa il tunnel della doppia identità.Entrambi condividono l’oscurità, la difficoltà di orientarsi, ma anche l’idea che solo attraverso quel buio si può forse intravedere un’uscita.

Buona lettura.

Recensione di Francesca Armentano

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