IL SILENZIO DELL’ORSA, di Davide Longo (Einaudi – novembre 2025)

Secondo capitolo della serie che vede protagonista il giovane Olivo Depero e che fa seguito a Il gioco della salamandra; entrambi i libri sono indicati come libri per ragazzi ma anche io, appassionata vecchietta, li ho trovati intriganti e divertenti. Va premesso che amo la scrittura di Davide Longo, con il suo ritmo incalzante e ironico, con le belle descrizioni dei paesaggi che fanno da sfondo alle storie narrate; questo vale sia per i libri più seri – L’uomo verticale (sostanzialmente un bel distopico), Un mattino ad Irgalem (malinconico libro ambientato in Etiopia), Il mangiatore di pietre (una specie di giallo ambientato in Val Varaita dove già troviamo una storia di passeur)- che per la serie di gialli con protagonisti insoliti, il commissario Arcadipane ed il suo mentore, ex capo, Corso Bramard, un improbabile coppia di investigatori decisamente strani.
E così in assenza di nuovi libri definiti “per adulti”, mi sono lanciata nella lettura di “il silenzio dell’orsa “ e sicuramente non me ne sono pentita. Ritroviamo così il nostro giovane eroe, con le sue capacità molto particolari – la memoria infallibile collegata alla capacità di processare informazioni come un computer- e con le sue ossessioni- la fissazione per l’uso corretto dei congiuntivi, i vestiti sempre uguali e l’immancabile cappello, l’insuperabile limite delle seicento parole per relazionarsi con le altre persone- ; lo troviamo qui unito ad un gruppo di migranti che devono superare la frontiera tra l’Italia e la Svizzera, anche lui diventato una specie di clandestino perché è ricercato dalla polizia.
Tutti però rimangono bloccati in una specie di capanna su in montagna perché chi dovrebbe far loro da guida, un giovane della zona, viene trovato morto, forse ucciso da un’orsa che vive nella zona. Ma la sorella del ragazzo, una ragazza di nome Daphne, non crede a questa ipotesi che renderebbe più facil,e per chi vuole far sviluppare il turismo nella zona, liberarsi dell’orsa ed avere campo libero ad una speculazione, camuffata con motivazioni di portare benessere e lavoro. Riuscirà ancora una volta il nostro ragazzo neuro divergente a venire a capo della morte del giovane passeur, per poter mettersi di nuovo in cammino verso la ricerca della madre e della verità sul suo passato?
I curiosi comincino a leggere questo libro che in parte svela l’arcano ma che lascia ancora una volta aspetti in sospeso, tanto da farci desiderare che presto esca un’altra parte della storia di Olivo.
Recensione di Ale Fortebraccio


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