IL SILENZIO DELLA CITTÀ BIANCA, di Eva Garcìa Sàenz de Urturi (Piemme)

“Il silenzio della città bianca” è il primo romanzo della fortunata trilogia della Città bianca, nata dalla penna della scrittrice Eva Garcìa Sàenz de Urturi, che ambienta le vicende dei propri libri nei Paesi Baschi, principalmente nella città di Vitoria Gasteiz, di cui il lettore può cogliere il folklore e le tradizioni, grazie ad accurate descrizioni che conferiscono al romanzo un fascino particolare, rendendolo unico e originale rispetto ad altri thriller del genere e permettendo al lettore di immergersi nelle atmosfere di quei luoghi.
Protagonista è l’ispettore Unai López de Ayala, impegnato in una caccia frenetica contro un serial killer che riproduce omicidi rituali avvenuti vent’anni prima. Unai è un giovane ispettore e profiler, la cui caccia al killer non è solo un inseguimento fisico, ma una vera e propria sfida tra due menti. Per Unai, quest’indagine è quasi un’ossessione: furono proprio i delitti avvenuti vent’anni prima a spingerlo ad entrare in polizia; all’epoca seguì il caso con tale trasporto da conservare ancora tutti i ritagli di giornale originali.
Il mistero si infittisce per la presenza, tra i diversi personaggi, dei fratelli gemelli Ortiz De Zárate, uno dei quali, Tasio, è un archeologo incarcerato per i delitti passati, ma di cui si mette in dubbio la colpevolezza. Inoltre, alternato al racconto degli eventi presenti (siamo nell’estate del 2016), troviamo dei capitoli che raccontano la storia della famiglia dei gemelli Ortiz De Zàrate di ambientazione precedente (anni Sessanta, Settanta e Ottanta), fondamentali per comprendere il legame tra il passato e i delitti presenti. La presenza di questi due piani temporali dà dinamismo alla narrazione e la loro alternanza accompagna gradualmente il lettore verso la comprensione del movente e la scoperta del colpevole.
Il serial killer, come quello di vent’anni prima (sarà lo stesso o un emulatore???), segue uno schema molto preciso e metodico per la selezione delle proprie vittime, che ricalca fedelmente quello dei delitti avvenuti vent’anni prima: colpisce sempre due persone alla volta, un uomo e una donna della stessa età, inoltre ogni nuova coppia di vittime è esattamente cinque anni più vecchia rispetto a quella precedente.
Questa particolare “regolarità” permette di ipotizzare in anticipo le potenziali vittime in base alla loro fascia anagrafica, un elemento che contribuisce a diffondere un certo stato di panico tra la popolazione di Vitoria.
La caccia al colpevole si trasforma così in una vera e propria sfida intellettuale per l’ispettore Unai López de Ayala: essendo un profiler, affronta il caso come una corsa contro il tempo, cercando di anticipare le mosse di un assassino arguto, spietato e sfuggente. Accanto a lui la collega e amica Estìbaliz Ruin de Gauna, la vicecommissaria Alba Dìaz de Salvatierra, e un numeroso gruppo di amici, conoscenti e famigliari, come il caro e saggio nonno che vive a Villaverde, e il fratello avvocato Germàn.
A completare la trilogia, troviamo gli altri due capitoli della serie: “I riti dell’acqua” e “I signori del tempo”.
Recensione di Valentina Ferrari


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