IL RAGAZZO DI AUSCHWITZ Steve Ross

IL RAGAZZO DI AUSCHWITZ, di Steve Ross (Newton Compton)

 

 

Quello che nacque come Szmulek Rozental (solo dopo aver raggiunto gli Stati Uniti a seguito della liberazione del campo di concentramento nazista in cui fu internato gli fu cambiato il nome nel più anglosassone Steve Ross) racconta le sue terribili memorie in questo libro sviluppando la trama lungo due binari paralleli: da un lato la storia della deportazione della sua famiglia da Lodz (Polonia) verso una serie di campi di concentramento dai quali solo lui e il fratello si salveranno e dall’altro il racconto di come Steve (Szmulek), facendo tesoro di quanto sofferto e imparato in occasione della sua lunga e dolorosissima prigionia, abbia fattivamente supportato le comunità bostoniane (dove ha vissuto il resto della sua vita una volta sbarcato negli USA) in difficoltà arrivando ad organizzare l’installazione di un monumento di commemorazione dell’Olocauso.

Leggere del nazismo e della brutalità con cui si è abbattuto sulla povera gente oggetto della sua pulizia etnica è sempre atroce e doloroso ma, per citare Levi, se comprendere è impossibile conoscere è necessario. In questo senso Ross ha speso la sua vita per la diffusione della conoscenza per raccontare alle generazioni future gli errori (e orrori) che non dovranno mai più essere commessi. Di scrittura semplice e molto diretta si tratta pertanto di un libro che personalmente consiglio vivamente.

Recensione di Valerio Casamassima

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