IL QUARTO TESTIMONE, di Paolo Pinna Parpaglia (Newton Compton)

Mi sembra che in passato avevo letto qualcosa di questo autore senza che mi avesse particolarmente colpito; e così non so bene perché mi sono fatta attrarre da questo Il quarto testimone, un giallo giudiziario che si è rivelato interessante e avvincente al di sopra delle aspettative. Troviamo qui Antonella Demelas, avvocato del foro di Cagliari, segnata nel fisico e nell’animo da un evento traumatico – qualcuno ha attentato alla sua vita-, evento che ha sconvolto tutte le sue certezze di donna e di professionista affermata. Ha smesso di lavorare ed anche nei rapporti interpersonali si è fatta il vuoto intorno.
C’è poi un nigeriano, Echenim Destiny, che è fuggito dal suo paese assieme al suo compagno di vita, Boseda, sperando di poter vivere apertamente il loro amore in Europa, ma che, dopo tante traversie, si ritrova da solo in fuga, accusato di aver ucciso un uomo che voleva derubare. Ci sono due poliziotti, Giada e Salvatore, che cercano il fuggitivo, c’è un mondo di simpatizzanti dell’ultradestra che, pervasi da un profondo razzismo, fanno di tutto per far condannare Enichem. Ma è proprio la sua vicenda che scuote Antonella dal torpore in cui è caduta, così da trovare la forza di cercare di essere nuovamente il bravo avvocato che era prima delle tragiche vicende che ha dovuto vivere.
Pinna Parpaglia ci fa immergere da un lato nelle prove durissime che gli immigrati devono sopportare nei dolorosi e pericolosi viaggi che affrontano alla ricerca di una vita migliore, descrivendoci gli stenti e la fame sofferti non solo durante la migrazione così come le sevizie subite nei lager libici, dall’altro ci mostra la tossicità dei gruppi razzisti, che fanno rete per rendere difficile la vita di persone che hanno la colpa di essere immigrati e per di più neri; ci si trova così a riflettere su temi di grande attualità, come il fenomeno delle migrazioni, i pregiudizi verso i diversi, le disparità sociali, pur all’interno di una trama ricca di colpi di scena, che coinvolgono il lettore legandolo alle pagine del libro.
Molto ben orchestrata è la parte in cui si descrive l’andamento del processo e la ricerca della verità su quello che è veramente accaduto, così come ben definiti sono tutti i personaggi, sia quelli di primo piano che quelli secondari e più marginali. Insomma un libro che mi spinge a riconsiderare questo autore e ad approfondire la sua conoscenza
Recensione di Ale Fortebraccio


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