IL POZZO DELLE BAMBOLE, di Simona Baldelli (Sellerio)

Se il cuore fosse dotato di porte girevoli, e non è detto che non lo sia, Nina è destinata non solo ad entrare, ma a restarci. Un brefotrofio :i maschi e le femmine, gli orfani e i trovatelli e… un puntino giallo che non trova appartenenza e sfugge ad ogni sottoinsieme. Nina che in una macchia, una “voglia di caffè”, sulla sua pelle costruisce la sua fantasiosa idea di madre,
Nina e le parole appuntate su un quaderno. Nina, invisibile al mondo, e la consapevolezza che per esistere tutto deve avere un nome e soprattutto essere pensato. Quanto alle “domande che levano la pelle” ce n’è una che da sempre mi rincorre(nel libro non è questa) :”Ben conosciamo il significato di orfano, ma una madre che è sopravvissuta al figlio come si chiama?” SMADRATA.
E ancora di queste pagine mi resteranno le tabacchine di Lanciano e la loro rivolta, simbolo dell’impegno delle donne per la conquista dei propri diritti e la pioggia di sassi grazie alla quale Nina rinasce, partorendo se stessa, mi lascia senza fiato.
Storia toccante. Un romanzo di donne. Un viaggio emotivo attraverso assenze che rendono fragili, il viaggio di chi non ha un passato e, vivendo l’abbandono, prova a ricostituirsi da sola.
Alle Nina di ieri che per noi hanno lottato, alle Nina di oggi, coraggiose e consapevoli della strada ancora da fare.
Recensione di Silvana Stoico


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